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Operazione Piombo Fuso

Armi, mezzi, storia, softair... tutto quel che riguarda le armi, gli eserciti e la guerra.

Moderator: Moderatori

Qualche giorno fa avevo promesso a Stefano di chiarire perché due popoli si sparassero in quella striscia così poco estesa ma così tanto martoriata. Ed ecco che, dopo essermi liberato un po', scribacchio qualche cosa a riguardo. Vedrò di essere il più obiettivo possibile. Vi dico subito che non ho studiato la storia mediorientale, anche se mi piacerebbe e sto già leggiucchiando qualcosa, quindi non sono esperto su questa regione, prendete voi le dovute conseguenze.


IL MEDIORIENTE - i primi anni del '900
Per Medioriente si intende quella zona interposta tra Iran ed Egitto. La popolazione mediorientale, anche se agli occhi di un profano potrebbe risultare omogenea, è un grosso crogiolo di etnie diverse. Etnie che per la gran parte sono di religione musulmana. Abbiamo arabi (originari dalla penisola arabica), turchi, asiatici (gli iraniani), curdi, armeni et alia. I due gruppi islamici più frequenti da incontrare sono i sunniti (la maggioranza degli islamici) e gli sciiti che si dividono in altri gruppi.

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Il Medioriente era, fino al 1918, territorio dell'Impero Ottomano. Dopo la Prima Guerra Mondiale e la relativa sconfitta subita da tale Impero le potenze vincitrici ottennero "mandati" dalla Società delle Nazioni. Francia e Gran Bretagna erano i destinatari dei cosiddetti mandati di tipo A, ossia mandati che davano il compito alle suddette nazioni di guidare i territori sotto loro tutela verso l'indipendenza con relativa autonomia economica e politica definitiva. Gli Stati mandatari dovevano seguire le volontà delle popolazioni locali. C'è da sottolineare che tali mandati erano quelli più "avanzati", se così si può dire, poiché si riconosceva che tali nazioni avevano «raggiunto uno stato di sviluppo in cui la loro esistenza come nazione indipendente»

Alla Francia andò il Libano e la Siria (ecco perché in Libano se parlate francese è probabile che vi capiscano) e al Regno Unito la Palestina, Transgiordania e l'Iraq. C'è da sottolineare che Francia e Gran Bretagna non è che fossero così magnanimi, controllavano per gran parte loro stessi la Società delle Nazioni e si erano già precedentemente accordati, segretamente, su un'eventuale spartizione di territori mediorientali il 16 maggio 1916 con l'accordo Sykes-Picot che stabiliva sfere di influenza e controllo.


Con tale accordo Francia e Regno Unito si dichiaravano, inoltre, favorevoli alla creazione (da riconoscere) di uno Stato arabo o di una confederazione di stati arabi da porre sotto tutela. Successivamente la Gran Bretagna, il 2 novembre 1917, espresse con la Dichiarazione Balfour di guardare a favore un'eventuale creazione di un "focolare" ebraico in Palestina.
Dichiarazione Balfour wrote:Foreign Office
2 novembre 1917

Egregio Lord Rotschild,
E' mio piacere fornirle, in nome del governo di Sua Maestà, la seguente dichiarazione di simpatia per le aspirazioni dell'ebraismo sionista che è stata presentata, e approvata, dal governo.
"Il governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico, e si adoprerà per facilitare il raggiungimento di questo scopo, essendo chiaro che nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina, né i diritti e lo status politico degli ebrei nelle altre nazioni"
Le sarò grato se vorrà portare questa dichiarazione a conoscenza della federazione sionista.
Con sinceri saluti
Arthur James Balfour
Nel censimento del 1922, a 5 anni dalla dichiarazione e dall'inizio dell'ondata migratoria che ne era conseguita, la popolazione ebrea era di 83.790 unita su un totale di 752.048 persone, pari al 11,14% della popolazione totale, di poco superiore come dimensioni alla comunità cristiana di 71.464 unità[4], ed inferiore alla comunità di nomadi beduini di circa 103.331 persone


Sorse un piccolo problema, i britannici avevano promesso nel 1915 la Palestina agli Arabi come paese indipendente o come parte di una grande nazione araba, per l'aiuto prestato con la Rivolta Araba nella lotta contro l'impero Turco-Ottomano e questo fece sì che il sostegno britannico alle richieste del movimento sionista si scontrasse ben presto sia con i progetti degli altri stati arabi, sia con l'opposizione della maggioranza araba palestinese alla formazione di uno stato non islamico in Palestina. Nel 1922 gli inglesi rassicurarono gli arabi che non sarebbe sorta una nazione ebraica in Medio Oriente ma che gli ebrei stabilitisi saranno solo una comunità.

Negli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale ci furono tensioni e molte violenze, estremisti ebrei attaccarono le forze armate di sua Maestà, arabi attaccavano coloni ebrei. Insomma, la miccia era soltanto che innescata.

Non sto a dilungarmi ancora (visto che ho già scritto abbastanza) sulle vicende, perché dei conflitti arabi-israeliani possiamo leggere abbastanza. Ho voluto fare questa introduzione per farvi capire che i problemi dell'area erano già presenti molto prima che lo Stato d'Israele nascesse.

Per questa sua storia, il popolo israeliano è sempre stato pronto ad una guerra in casa propria, non ha mai disdegnato i sacrifici. Diciamo che l'animo israeliano, vista la sua storia passata, è sempre stato più agguerrito rispetto ad altre popolazioni europee. L'olocausto, i primi giorni di vita dello Stato d'Israele combattendo gli stati arabi che l'avevano attaccata per stroncarla sul nascere, lo Yom Kippur (attacco in contemporanea degli Stati arabi contro Israele) hanno fatto sì che l'israeliano sia pronto a reagire.

Dall'altra parte della barricata abbiamo l'arabo-palestinese pieno di rancore poiché le grandi potenze hanno tradito la loro promessa, ben conscio che la terra di Israele sarebbe spettata a lui e pronto a sacrifici, ormai diventati quotidiani.

Sono "dipinti" che potrebbero essere molto estremi ma suppongo che l'elitè politiche di entrambe le parti pensino almeno qualcosa di ciò che ho scritto, ed i fatti mi pare mi diano ragione.

Oggi
Arriviamo ai nostri giorni, a pochi giorni fa. Abbiamo da una parte Hamas e dall'altra lo Stato d'Israele.

Hamas
Hamas (حركة المقاومة الاسلامية, "Movimento di Resistenza Islamico", ovvero حماس, "entusiasmo, zelo") è un'organizzazione religiosa islamica di carattere politico e paramilitare. Lo Statuto di Hamas richiede la distruzione delle Stato di Israele e la sua sostituzione con un Stato islamico palestinese nella zona che ora è Israele, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. La stessa carta dichiara che "Non esiste soluzione alla questione palestinese se non nel jihad"

Hamas ha dalla parte gran parte della popolazione civile grazie ai suoi programmi sociali di sostegno alla popolazione. I suoi tunnel e gli aiuti provenienti da altre parti del Medioriente fanno sì che abbia la possibilità di possedere relative quantità di armi a sua disposizione, tra cui i, famosissimi, razzi (non missili) Qassam.

Si suppone che Hamas sia sostenuto principalmente dall'Iran tramite cospicui finanziamenti, ma non mancano finanziatori come (si dice) Kuwait, Siria et alia.

Le posizioni di Hamas nei confronti di Israele e degl'ebrei in generale è di ostilità aperta:
Articolo 7 Statuto di Hamas wrote:[...]Il Profeta – le benedizioni e la salvezza di Allah siano su di Lui – dichiarò: “L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l’albero diranno: 'O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me – vieni e uccidilo; ma l’albero di Gharqad non lo dirà, perché è l’albero degli ebrei”.
Gran parte dei paesi occidentali riconoscono Hamas come un gruppo terroristico e quindi non prestano aiuto alle zone sotto il suo controllo politico. Questo aggrava sempre più la situazione della popolazione civile palestinese.


Operazione Piombo Fuso
L'operazione Piombo Fuso parte il 27 dicembre 2008 ed è un'azione militare di risposta ad Hamas. Infatti, quest'ultimo, proclamando unilateralmente finita la tregua tra Hamas ed Israele, aveva iniziato nuovamente il lancio dei propri razzi sui territori israeliani.

Gli israeliani, di tutta risposta, hanno attuato una grossa manovra militare comportante pesanti bombardamenti aerei e conseguente invasione di terra.

La strategia di Hamas, secondo molti analisti, era la stessa di Hezbollah utilizzata in Libano ma nel teatro di Gaza. Attirare le forze di terra israeliane nella Striscia per poter infliggere pesanti perdite umane e far apparire agli occhi del mondo un Israele sconfitta ed incapace di portare a casa una vittoria in maniera veloce e più indolore possibile.

L'attacco di terra è iniziato il 3 gennaio 2009 ed ha fatto sì che le forze di terra israeliane entrassero in Gaza. I combattimenti sono stati intensi, alcuni civili palestinesi sostengono che miliziani di Hamas abbiano costretto la popolazione civile a rimanere nelle proprie case, occupate a loro volta dai miliziani, per evidenti secondi fini che non sto qui a dirvi.

Il 18 gennaio, grazie ad un impegno diplomatico internazionale e con la Conferenza di Sharm el Sheikh si ha la tregua e l'esercito israeliano si ritira dalla striscia.

Ecco qua un po' il punto della situazione. Ho parlato molto poco della guerra in sè per sè perché ho voluto mettere in evidenza più la storia passata che la cronaca di questi giorni dato che sono convinto che i germi di tale discordia risiedano in quegli avvenimenti da me scritti molto sopra.

Tengo a sottolineare che vi sono tantissime parti mancanti, anni mancanti ed episodi mancanti, li ho, ovviamente, omessi perché altrimenti scriverei un libro e non un topic (che già topic non è).



Per altre info chiedete e mi informerò a riguardo. Se avete appunti o precisazioni non esitate a farle dato che mi interessano anche a me :hailasd:


Spero che a qualcuno sia interessato o piaciuto :lookaround:

Alcune fonti le ho prese direttamente da wikipedia per far prima eh :cazz:

molto interessante.
Davvero, queste cose la mia generazione non le ha studiate a scuola, è una cosa da sapere per capire lo scenario mondiale attuale.

Ma stasera ho troppo sonno, domani lo leggo meglio.
Ho trovato proprio ora un estratto dell'ultimo numero di Limes che reputo interessante:
[quote="Limes - editoriale "Guai ai vincitori!"][...] Nella percezione dominante negli apparati di sicurezza, Israele deve proteggersi da una sola minaccia esistenziale, l’Iran. Il quale ha sfruttato i ritiri israeliani dal Libano (2000) e da Gaza (2005) per installarvi due postazioni avanzate, gestite per procura da Hizbullah e da Hamas. In modo da tenere sotto schiaffo lo Stato ebraico e per poterlo colpire da vicino – con razzi, guerriglieri e kamikaze – in caso di attacco preventivo israeliano-americano contro Teheran per bloccarne o ritardarne le ambizioni atomiche.
Piombo Fuso colpisce il «piccolo Iran» di Gaza per segnalare al grande Iran, quello vero, che Israele non si fa intimidire da qualche manipolo di terroristi telecomandati dai pasdaran. Indirettamente l’avvertimento vale per gli amici americani. Piombo Fuso è scattato attraverso la finestra di opportunità schiusa tra l’addio di Bush e l’avvento di Obama. Del quale si teme un eccesso di disponibilità al negoziato con Teheran. E dunque un rifiuto ancora più netto di quello opposto in extremis da Bush ai progetti di attacco preventivo coltivati da buona parte dell’establishment politico-militare dello Stato ebraico, che ha portato lo scorso anno l’amministrazione Usa più pro israeliana della storia a rifiutare la fornitura a Gerusalemme di bombe bunker-busting, capaci forse di penetrare i siti del complesso nucleare iraniano. [...][/quote]

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