Anche se off-topic è pur tuttavia interessante. Dubito che gli USA siano in Iraq e Afghanistan per motivi economici, o quanto meno dubito che siano i motivi principali. Dell'economia ne possiamo pur parlare dopo quel che sto per scrivere.
Credo che in Iraq e Afghanistan gli USA ci sono per motivi strategici, che hanno pur sempre a che fare con l'economia ma non direttamente. L'area del Golfo è un'area di fondamentale importanza, Gran Bretagna e Francia (quando erano i protagonisti della politica internazionale) avevano le mani in pasta da per tutto. La Germania ci ha provato più volte a mettercele ma invano (prima della Prima Guerra mondiale con gli investimenti tedeschi della ferrovia Berlino-Baghdad e prima e durante la Seconda Guerra Mondiale attraverso le incursioni di Rommel nel deserto libico e le amicizie con le élite musulmane antisioniste e anticapitaliste/occidentali). Dopo la WWII (seconda guerra mondiale) la Gran Bretagna ha tentato invano di mantenere le redini dell'area ma da buon pragmatici come sono, gli inglesi hanno subito capito che non potevano NULLA contro la volontà degli Stati Uniti di insediarvisi. Il solo legame stretto dello scià di Persia con Gran Bretagna, prima, e Stati Uniti, poi, è la riprova lampante di quanto possono e devono fare le superpotenze in aree del genere.
Tornando a noi e ad oggi, c'è da dire che il Golfo Persico e il Grande Medio Oriente è sempre attuale, come lo era ben 100 anni fa. Da qui transita e si estrae gran parte del succo vitale dell'economie occidentali e tutte le economie del mondo: l'oro nero. Il controllo dell'approvvigionamento e della produzione mondiale di petrolio è ovviamente di vitale importanza. Se tutto il M.O. fosse guidato da governi avversi all'occidente non basterebbe molto per far SCHIZZARE il prezzo del greggio oltre ogni record, del resto sono riusciti a farlo raddoppiare per ben due volte nel giro di pochi mesi nel 1973, vuoi che non lo possano fare adesso? E' ovvio che ora ci sono anche altre fonti di approvvigionamento (vedasi il petrolio del Mare del Nord, quello Africano e pure quello russo) e quindi in qualche modo potrebbe avere un effetto LEGGERMENTE minore, ma sicuramente avrebbe un grosso effetto. Che differenza fa tra avere un Elefante sullo stomaco dall'avere un macigno che pesa solo 30gk meno dell'elefante? Soprattutto alla luce di una ripresa economica che stenta a prendere il volo e alla luce della speculazione internazionale. Piccole notizie o cadute di regimi favorevoli all'occidente potrebbero mettere in serio guaio l'Occidente, USA in primis.
Così, si tratta di difendere la vitalità dei Paesi occidentali. Gli USA si sobbarcano tutti i costi ma noi europei ci stiamo comportando esattamente alla stessa maniera di come ci comportavamo 40 anni fa con la situazione in Europa. Siamo dei free-riders e ci godiamo la sicurezza, che gli USA riescono a mantenere, quasi a costo zero. Oltre a tutto ciò, c'è da dire che è un'area non solo importante dal punto di vista del greggio. Ci sono le più importanti vie di snodo commerciali per l'Europa ed è una zona di confine tra Europa e Estremo Oriente. Fossi gli Usa rimarrei altri anni in Afghanistan, o quanto meno il più possibile. Con l'emergere di potenze quali Cina e India avere tante belle spine da infilare nei fianchi di quest'ultime sia da Ovest che da Est è pur sempre un vantaggio. Certo, le basi militari USA sono piccolissime in confronto alle forze che una eventuale Cina ostile potrebbe mettere in campo. Ma potrebbero pure essere il magico bottone che può far scatenare un conflitto a livello mondiale e potrebbero pur sempre essere valide teste di ponte in caso di conflitto (che sia di grandi o piccole dimensioni), tanto meglio tenersele e ampliarle il più possibile.
Tornando all'economia: questo ammasso di attenzioni ovviamente costa. Ma non credo ci sia una volontà da parte degli USA di voler spendere e spandere solo per far compiacere pochi eletti. Qui si tratta di mantenere la posizione più alta mai raggiunta da uno Stato su tutti gli altri suoi colleghi. Rimanere in M.O. ha più costi che benefici dal punto di vista economico: materiali che vengono distrutti, deficit e debito che si ampliano a suon di miliardi di dollari mentre in casa l'economia non riesce a reagire. Ergo, credo che gli USA sappiano che le posizioni assunte non saranno sopportabili per altri anni se l'economia domestica non reagirà, però sperano che il loro paese sappia risollevarsi in maniera tale da poter godere di tali posizioni mantenute con tanto sacrificio. Quindi, non credo si tratti di compiacere i finanzieri mondiali (che come ovvio fanno e faranno sempre affari OVUNQUE e in qualunque momento, è l'animo dell'uomo), i quali mi sembrano quei pesciolini che girano attorno alle balene per mangiare tutto ciò che possono mangiare, bensì di qualcosa di più grande: mantenere lo status di Potenza (e non più superpotenza, badate) più importante sul globo.
Grazie zodd per l'ottimo spunto di riflessione