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Posted: Fri Aug 12, 2011 7:26 pm
by snipershady
kekkazz nosfe, io ti "modero".. e tu parti a tutto "fo'o" ?

Posted: Fri Aug 12, 2011 10:30 pm
by Stealth_Fox
riguardo alla tecnologia e alla concorrenza cinese hai completamente pisciato fuori dal vaso, nessuno si incazza con i cinesi ma ancora una volta dimostri di non sapere che le attivita cinesi in particolare si strutturano intorno alla maglieria ( di recente) , al taglio e cuci ( attività una volta prettamente artigiana e di artigiani coi contro coglioni aggiungo!) , al ricondizionamento abiti.
questi sono stati la partenza... oggi se compri un bottone o una cerniera la compri da un ingrosso cinese che importa dalla cina...tutto cio che indossi e mande in cina anche se e scritto made in italia e il capo e di uno stilista a caso ITALIANO !!! non continuo senno rischio davvero... ma ti faccio un esempio senza rischi Combiper proprio vicino casa tua prima si serviva di cinesi oggi è cinese !
sulla tecnologia che ti devo dire ...vuoi sapere i componenti del tuo amato mac dove vengono fatti ???? (come del mio pc del resto... a Taiwan)
Sì certo, ho pisciato fuori dal vaso. Se a Prato anziché maglieria si producessero macchinari industriali per processi complessi voglio proprio vedere come i cinesi potrebbero competere con Prato. L'area tessile è stata la prima a svilupparsi durante la rivoluzione industriale, ergo è anche la più semplice dove poter fare concorrenza da parte di un paese in via di sviluppo. In Cina i macchinari si importano ancora, non si riescono a costruire con qualità simili a quelle delle ditte tedesche (più quest'ultime) o italiane o americane... Per un macchinario la qualità è importante, è un investimento e non si deve rompere. Per una cazzo di maglia NO. Perché pagare 200€ una maglia di altissima qualità fatta da una ditta di Prato se dopo un anno non è più di moda quando posso andare da H&M e comprare per 200€ metà negozio? Se Conbipel per me può essere cinese, italiana, magrebina, americana. Se fa cose che mi piacciono le compro.
Taiwan non è la Cina, è stata per molti anni legata agli USA e il suo sviluppo industriale ha legami con la storia di questa "nazione". Inoltre, essere paese in via di sviluppo non significa che non si possano costruire componenti ad alta tecnologia, se ne costruiscono alcuni con alcune pecche, è qui che si può fare la differenza dal punto di vista industriale...
A Prato ci sono molte industrie leader nel settore e tecnologicamente avanzate... subiscono meno degli altri crisi e concorrenza ma fanno parte comunque di un meccanismo inceppato... e le grandi tecnologie amico mio comportano grandi investimenti e di questi tempi nessuno se li può permette qui da noi ... in cina magari costano 1/5 e ci sono le disponibilità per poterlo fare.
Rinfocoli sempre di più la mia teoria dell'Europa ormai invecchiata e stanca...
se un giorno vorrai parleremo anche del sud senza arrivare ai borboni o a federico II, ma solo considerando dal dopo guerra a oggi
Ti ringrazio per l'apertura ma una cultura si basa su secoli di storia, come ampiamente dimostrato, e non solo sugli ultimi 50/60 anni.
quindi quando sento persone poco piu che adolescenti parlare come se avessero la verita' in mano , e dire solo cazzate e frasi fatte mi incazzo.
Mi incazzo
Incazzati poco ciccio, la verità in mano non ce l'avrò ma parlo non per sentito dire. Leggo, mi documento e penso. Sicuramente non sarà un cazzo di lavoro sul campo, scusa se non mi sono sporcato le mani, ma pur sempre meglio di gran parte degli studenti universitari medi italiani sono.
Quali frasi fatte?
- Che l'Europa è vecchia è una frase fatta? Prenditi i dati dell'età media, del tasso di sostituzione della popolazione e delle prospettive di vita e ti renderai conto che non è una frase fatta.
- Che l'Europa abbia bisogno di immigrati è una diretta conseguenza del primo punto. Sono gli unici che fanno figli in quantità tale da raggiungere il tasso di sostituzione.
- Che le industrie italiane siano piccole e tecnologicamente poco avanzate non mi pare una novità. Ovvio, abbiamo le nostre eccellenze, del resto siamo pur sempre uno dei paesi più industrializzati del mondo ma, la tanto fantomatica robustezza del sistema industriale italico basato sulle PMI ha, come tutte le cose, pro e contro. A mio avviso nel mondo globalizzato ha più contro che pro.
- Vi state arrampicando sugli specchi per 'sti cinesi. Se i consumatori preferiscono spendere meno per avere qualità inferiore non significa che in realtà sono scemi e non hanno ragione. Se i cinesi riescono a gabbarci producendo in Italia a prezzi inferiori ma non seguendo le normative significa che qualcosa a livello normativo deve essere fatto, o a livello politico o a livello di polizia giudiziale. Ma poi 'sti cazzo di cinesi in Italia perché li hai tirati in mezzo? Per la concorrenza sleale? C'è OVUNQUE nel mondo la concorrenza sleale!!! Sta alle autorità di polizia, alla politica e a tutte le istituzioni far sì che il mercato non sia turbato. Credi che negli USA, in Francia, in Germania non ci sia?

Posted: Fri Aug 12, 2011 11:10 pm
by Stealth_Fox
Inoltre, ho riletto il mio primo post iniziale.

Lo ri-sottroscrivo in pieno. Non riesco ancora a capire come qualcuno sia riuscito a farmi parlare solamente di Italia anziché di Europa in generale.

Visto che non parlo con cognizione di causa...
Negli ultimi tempi in tutta Europa la violenza si è espansa. Roma, Parigi, Londra, Atene bruciano (o hanno bruciato) e bruceranno. La crisi economica colpisce i giovani che non ci stanno a vedere ridimensionate le proprie prospettive, ma ormai il destino è questo
Roma http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/12 ... ducia.html
Londra http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... 0214.shtml
da cui:
«Londra non è abituata, ne è pronta a episodi del genere più frequenti nell'Europa continentale. Almeno da Margaret Thatcher in poi. E' presto per generalizzare, ma quanto è accaduto basta per immaginare che con l'entrata in vigore delle nuove misure di austerità varate dall'esecutivo Con-Lib di David Cameron e Nick Cleggla protesta sociale potrà trovare di nuovo lo sbocco della piazza. La rabbia studentesca è figlia della decisione del governo di eliminare quasi tutte le agevolazioni (borse di studio per lo più) e di innalzare fino a un massimo di 9mila sterline l'anno la retta unioversitaria per gli studenti inglesi e comunitari (quelli extracomunitari pagano già un multiplo). »
Parigi http://www.corriere.it/notizie-ultima-o ... 4820.shtml
Atene http://www.repubblica.it/economia/2011/ ... -18379320/


Ergo, sì sì, dico solo minchiate. Andatevi a rivedere quando tali scontri si sono avuti tutti negli stessi periodi in queste città.
L'Occidente ha toccato il suo apice, ormai è in discesa, non abbiamo più le forze vitali per sostenere le posizioni di cui abbiamo goduto in passato (ricordatevi che l'Occidente ha posseduto quasi l'80% del globo terraqueo un secolo fa circa). Popolazioni invecchiate, civiltà e Stati emergenti pieni di forza ma anche di voglia e di fiducia, stanchezza e sfiducia nell'Occidente porteranno sempre più ad un ridimensionamento dell'Europa in primis, e degli Stati Uniti se alcune condizioni verranno a presentarsi
Leggetevi Huntington, Kennedy, limes, foreign affairs, i giornali, un libro di storia. Ciò che dico è tutto dimostrato ed è sotto ai nostri occhi.
Inoltre, sul versante degli immigrati in Europa, c'è da dire per ora il Vecchio Continente ha fallito nel tentativo di venire incontro a tutti i suoi "ex sudditi" e a tutti i suoi vicini di casa
Gli scontri di Parigi (2005) e di Londra (oggi) ne sono la riprova.
E credo di pensare che l'essere umano, in gran maggioranza, non è, per sua natura, aperto nei confronti del diverso
E' un mio pensiero, simile a quello di altri studiosi, si può esser d'accordo o meno. Prove certe non ci sono né per confutarlo né per confermarlo.
Questi "stranieri" vengono visti come pericolosi, diversi e come concorrenti sleali (quando di sleale non hanno nulla, prendono solamente i lavori che tutti noi rifiutiamo e disprezziamo)
http://www.neodemos.it/index.php?file=o ... =stranieri
(uno dei fondatori è Massimo Livi Bacci, andate a vedere chi è costui va...)
tra cui i passi:
« Non sembra invece peggiorare, in termini relativi, la situazione dei lavoratori stranieri: il loro svantaggio [sic! O non erano concorrenti sleali?] rispetto agli italiani, che era del 30% tra 2006 e 2007, è salito solo al 31% tra 2008 e 2009»
e
«non si registrano differenze significative tra italiani e stranieri nel rischio di restare intrappolati nella disoccupazione. Un rischio che è molto più influenzato dall’età, dal livello di istruzione e dalla ripartizione di residenza che non dalla cittadinanza. »
e
»In definitiva, la crisi sembra aver colpito nello stesso modo italiani e stranieri e non aver modificato gli svantaggi di fondo che caratterizzano la condizione degli immigrati nel nostro mercato del lavoro.»

Anziché esser visti come un'opportunità di crescita e sviluppo, un'opportunità per ringiovanire le nostre nazioni facendoli diventare parte integrante della nostra cittadinanza, vengono ghettizzati, martoriati e malmenati.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... iew=Libero
http://sostenibile.blogosfere.it/2010/0 ... talia.html

noooo, non esistono...
Si dice che lo hanno deciso loro di trovarsi tutti negli stessi quartieri, ma i nostri politici certo non aiutano a predisporre reti di sicurezza sociale e di cooperazione e incontro tra i vari gruppi sociali.
Credo che nei prossimi anni se la situazione non verrà cambiata, sia dal punto di vista economico che da quello politico, avremo sempre più di questi problemi. Gioventù natia con minori prospettive future unita alle seconde/terze generazioni di immigrati diseredati e bastonati uniti a classi politiche che sembrano sempre più distanti e impotenti nei confronti dei problemi reali, potrebbero essere i motori di nuovi scontri.
E' un mio pensiero, basato su cognizioni di causa, non sul "sentito dire". Io prendo tutte le informazioni, le analizzo e poi tiro una conclusione. Può essere 10 volte su 10 sbagliata, ma certamente non la prendo attraverso il "sentito dire".
Per certi versi, tutti i torti non ce li hanno. Che l'Europa debba bruciare come Roma per poter essere costruita su basi più salde? Allora che bruci, arda più che mai e come l'Araba Fenice ritorni, se non può risplendere, quanto meno ad illuminare la notte che ci è appena calata sopra.
Altra mia opinione, si può dissentire ma non si può dire di esser stata partorita sul "sentito dire" e sull'"aria fritta". Il secolo di declino cinese non sembra sia stato poi così male per la Cina, visto com'è oggi...

Ora venitemi a dire che parlo per sentito dire, mi raccomando.

Ah, già che ci sono, ho sostenuto che l'Italia ha imprese troppo piccole per concorrere con l'estero, visto che volete i numeri, eccoveli:
http://www.ragionpolitica.it/cms/index. ... talia.html

da cui
«Il «Sistema Italia» presenta un tessuto d'imprese non in linea con quello delle maggiori economie europee. Con circa 4 milioni di imprese, l'Italia fornisce il 20% delle imprese europee e mostra una densitá di 65.3 imprese ogni 1000 abitanti, elevata rispetto alla media europea di 39.9 e solo inferiore a quelle di Repubblica Ceca, Portogallo e Grecia (Fig. 1 a fine testo). Ragionando in termini di imprese «micro, piccole, medie e grandi»3, si nota come il numero delle «micro» sia superiore alla media europea (i.e.: 94.6% vs 91.8%); per tutte le altre classi, il numero é inferiore alla media4. Mentre in Europa l'occupazione dipende, col 32.9% del totale, dalle «grandi» imprese4, in Italia5 dipende delle imprese «micro», che garantiscono, da sole, il 46.6% dell'occupazione. Tra le economie europee piú importanti, solo la Spagna mostra una struttura simile con l'occupazione tributaria, per il 38.35%, dalle imprese «micro».»

«La produttivitá italiana dipende dalla dimensione dell'impresa. Analizzando i dati Eurostat (Fig. 410) si deduce che, in Europa, le imprese italiane di maggiori dimensioni mostrano elevati valori di produttivitá per tutti i settori considerati, mentre le imprese di dimensioni minori sono meno efficienti. L'impressione é confermata anche analizzando i dati Istat 11 e la Fig. 5 mostra come, a partire da un valore di produttivitá medio di 42,400 euro per addetto (totalitá imprese italiane), le «micro» non superino i 30,000 euro per addetto, le «piccole» oscillino tra i 43 ed i 49,000 euro, le «medie» si avvicinino ai 54,000 euro e le «grandi» ai 65,000 euro.»

«A contribuire negativamente é invece il «Relative Unit Labour Cost», che misura il costo medio del lavoro per unitá di output13»

Posted: Fri Aug 12, 2011 11:39 pm
by snipershady
braccomax wrote:Trovo le spiegazioni del primo post di Stealth alquanto esaudienti, anche se non sono d'accordo sul fatto che debba bruciare l'Europa per rinascere su basi più solide.

Nei post successivi, anche con toni "caldi" sono stati espressi dei punti di vista. Io credo che la "verità" stia nel mezzo a quanto espresso da Stealth/Nosfe e Drake.
Ho letto fino a pagina 1
e fin qui non posso non quotare broccolo!

(la mia opinione la scrivo dopo...)
braccomax wrote:Tornando all'Inghilterra, credo che solo nel quartiere dove è morto il ragazzo la causa sia stata quella. Per il resto, vista l'età media degli arrestati (19 anni) credo che sia stata solo un pretesto per tutte le varie gang che ultimamente si sono formate nei sobborghi delle grandi città inglesi per dimostrare la loro forza, e di rimando la scarsissima preparazione della polizia inglese nella gestione dell'ordine pubblico. In Germania, Francia e Italia ciò non sarebbe successo, perchè nel caso di Londra, i tempi di reazione alle manifestazioni sono stati incredibilmente lunghi e inefficaci, con una evidente incapacità della catena di comando ad assumere immediatamente decisioni adeguate.

E anche qui quoto bracco.
In inghilterra non sono abituati a gestire queste cose. Noi facciamo pratica tutte le settimane prima e dopo le partite :D


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Ragazzi qui si degenera, ma grosso modo sembra quasi che non vi capiate l'un l'altro!
State asserendo bene o male concetti molto simili, che spesso convergono, ma tendete ad aggredirvi inutilmente.

Nosfe è ovvio che tu, essendo più giovane, abbia una ridotta esperienza rispetto a chi ha più anni di te (dato di fatto, quantificabile numericamente :D )
E' anche vero che "la gente di merda sta ovunque" (mica tutta a Napoli, caz! ) ma di certo l'esperienza con i teppistelli e zingari non è pari a quella che può avere quotidianamente Sarn0! :D (chiedete a Muchoz :asd: )
Di fatto Napoli è enorme rispetto a molte città del nord (trento, trieste... son buchi di culo rispetto ad 1 solo quartiere di Napoli o Roma o Milano).
Si delinque meglio "nel casino".
(son stato a SESTOLE 1 settimana.. avessi visto 1 sola volante in giro.... poi ho scoperto che non hanno neanche la caserma :asd: OVVIO! son 3000 anime e stanno a 1400mt dal livello del mare, che probabilità hanno di avere alto tasso di delinquenza con la D maiuscola? )

Per il resto, stealth non ha tutti i torti anzi, ha ragionissima quando dice che in EU ci si sta scannando un po' ovunque esprimendo tra l'altro le sue motivazioni.
Di certo però non si può adattare la realtà "italiana" con quella del resto di Eu.
In italia vediamo ancora gli stranieri come "stranieri" venuti da Lampedusa (o giocatori dell'inter)
a Londra, si vedono gli INGLESI come le mosche bianche! La città più cosmopolita del mondo, stai a vedere che si pone il problema degli immigrati come ce lo poniamo noi!
NOO, assolutamente! Un popolo che permette ai fottuti islamici (passatemi il fottuti, mi stanno sul cazzo!) di girare a volto coperto (anche durante gli attentati agli autobus e metropolitana), se ne sbatte una sega della gente di colore (che tra l'altro li riesce a rivestire spesso importanti cariche, non solo a vendere fazzoletti ai semafori.

Fonti mi dicono:
"niente ste, la polizia ha ucciso un delinquente in fuga. Il problema è che era un ragazzo e che per di più era di colore" (sms inviatomi da Londra )

continuava il discorso in chat dicendomi che alla fine la rivolta è senza senso. Che la crisi si sia fatta sentire in Uk come nel resto del mondo è un dato di fatto, ma questa gente non vedeva l'ora di far succedere un po' di baccano e hanno trovato il giusto pretesto.

Tra l'altro, diciamocela tutta, io darei fuoco alle pompe di benzina ogni 2giorni quando metto nafta a >1.50euro/l
chiedendomi ogni giorno come cazzo sia possibile che il petrolio scende e il fottuto costo del carburante aumenta...
ma di fatto non è che se vedo passare una volante, prendo il CRICK e glielo do dietro ai reni ad un poliziotto!!!
(in compenso lo farei volentieri con tutta la merda che sta a montecitorio)

Posted: Sat Aug 13, 2011 3:33 am
by alb3rt0
mandrak3 wrote:Perdonate l'aggressivita' che mi contraddistingue purtroppo ormai sempre piu spesso ma certi argomenti come si evince , li sento molto...e pensare che voi che siete il domani avete una certa mentalità mi fa venire voglia di scappare dall'italia, perche se oggi stiamo inguiaiati domani non oso immaginare.
tu a 31 anni (così dice il profilo) ti senti già vecchio da non poter più far nulla per cambiare le cose?

il solito discorso sui giovani, il futuro, ecc.. me lo aspetto da una persona di una certa età!
intanto che i giovani si formano e non diventano vecchi, la politica, il mondo dell'impresa e tutti quanti potrebbero fare la loro parte per garantirgli un futuro.
altrimenti stiamo qui a lamentarci tutti aspettando che arrivino i prossimi giovani a far qualcosa.
e come ho detto saranno i figli dei nuovi immigrati e allora forse le cose cambieranno.

Posted: Sat Aug 13, 2011 9:39 am
by braccomax
snipershady wrote:State asserendo bene o male concetti molto simili, che spesso convergono, ma tendete ad aggredirvi inutilmente.

Infatti.....................

Posted: Sat Aug 13, 2011 10:58 am
by Sarn0!
Image

non si parlava della rivolta in inghilterra???

Posted: Sat Aug 13, 2011 11:20 am
by Stealth_Fox
Per certi versi sì, per altri no. Inutile nascondersi. Mandrake sembra abbia avuto (o forse ha tuttora) interessi e conoscenze nel mondo dei filati, può sostenere che esiste la concorrenza sleale dei cinesi e su questo gli posso anche dare ragione perché è un dato di fatto. Ma tutto STO CASINO è partito dal suo odio, mi pare che i possa definirlo così, nei confronti degli immigrati i quali vengono da me definiti come "risorse", la qual cosa non mi pare concordi col pensiero di mandrak3. Il problema, come già sottolineato, è che io guardo con un'ottica di qui a 30/40 anni. Di qui a 30 anni, visto come stanno andando le cose, credo che il distretto industriale di Prato nei filati sarà fortemente ridimensionato (come lo è già tuttora) se, e ripeto il SE, qualcosa non cambia. Può essere una dura verità per chi possiede industrie di questo tipo, ma è probabile che il futuro sarà quello. Potremmo chiederci il perché di questo trend. Innanzitutto alla base di tutto ci può essere la spiegazione che tale tipo di produzione non richiede manovalanza con un'alta formazione. Inutile venirmi a dire che c'è una grande tecnologia alla base, certo, ci sono eccellenze chimiche e meccaniche per la produzione di tessuti d'eccellenza ma i profitti si fanno sui grandi numeri, non sui piccoli. E inoltre, ci sarà pure tutta la tecnologia possibile ma per fare una yarde di tessuto dubito serva un operaio che come ore di formazione equivale un collega che lavora in un'industria aeronautica, aerospaziale, meccanica o chicchessia. In più, prendetela come provocazione ma in provincia di Prato c'è pure la Selex Galileo, ma non mi pare abbia grandissimi problemi con la concorrenza cinese. Certo, inutile comparare un gigante internazionale contro i piccoli imprenditori cinesi, ma è uno spunto di pensiero. Vi chiedo, perché non lo so, i cinesi sono entrati pure nell'industria meccanica? O son sempre nei filati, rintanati nei loro capannoni-lager (sì, lo sono, non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo) con file e file di macchine da cucire?

Potrà dare fastidio che mi "intrometta" in una tematica di cui ammetto conoscere poco. Ma poco mi interessa sapere la differenza tra un raso, una saia e una tela. Io guardo le dinamiche internazionali. E come i trend dimostrano, se sono imprenditore tessile posso pure decidere di disfare baracca e burattini e andarmene da qualche parte nel mondo dove le tasse sono più basse e il lavoro costa meno, perché ormai i costi di trasporto si sono ampiamente abbattuti e posso esportare ovunque nel mondo mantenendo una competitività maggiore di quella che avrei in Italia. Altrimenti, posso prendere in considerazione di puntare su mercati di nicchia che richiedono prodotti altamente qualitativi o tecnologici (penso ai tessuti navali, ai tessuti tecnici, militari e chi più ne ha più ne metta) o pensare di cambiare produzione, in ambo i casi sempre se vi è la possibilità. Oppure, continuare col business che ho ma non meravigliandomi se un domani mi troverò compratori cinesi col cash alla mano. Potrò parlare pure di aria fritta, ma queste sono le idee che ho. Sparatemi se non la penso come voi che siete i re di altri settori. Se anziché darmi del Gianni, del figlio di papà, di un povero illuso, di un povero credulone che non si informa e parla d'aria fritta, si spiegasse meglio le cose con meno rabbia le situazioni non degenererebbero.

Rivolgendomi direttamente a Mandrak3. Mi pare di capire che tu abbia dei risentimenti personali nei confronti degli immigrati (siano essi rom o cinesi). Purtroppo la verità è questa, i soprusi ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Poco importa se chi te li fa è cinese, italiano, americano, talebano. Credo che siano pur sempre la percentuale più piccola delle persone cui veniamo a contatto. Mettiti l'anima in pace. I soprusi li subiamo tutti. Che deve dire mio fratello che si è beccato un naso rotto perché pestato da due ragazzi? Se li denuncia rischia anche lui di vedersi becco e bastonato da una giustizia che funziona poco.
I tuoi risentimenti personali e la tua esperienza personale, seppur utilissimi per esser sempre sull'attenti e parare il colpo il prima possibile, credo siano deleteri per le analisi che ho fatto nei primi interventi. Per esperienze differenti entrambi abbiamo ottiche altrettanto differenti. Tu guardi al piccolo (a mio avviso eh, per te può essere pure il contrario), a ciò che ti circonda nel vicino; io guardo un po' più in là, sia come anni sia come mondo. Il destino di una nazione o di un continente (l'Europa) si fa sull'insieme, sul gruppo, sull'AGGREGATO non sui singoli avvenimenti o le singole persone che possono essere i cattivi immigrati o i buoni mandrak3 che si ritrovano becchi e bastonati. E' una dura realtà, tutti i giorni ne veniamo e ne verremo direttamente a contatto ma purtroppo, a mio avviso (e puoi pure pensarla diversamente), poco cambierà. Il Leviatano la farà sempre da padrone. Poco importa se una cellula soffre o addirittura muore, l'importante è che il Leviatano vada avanti per la sua strada.

p.s: mi sono informato sulle carceri, ho detto una cacchiata. Pace. Ma lo sguardo d'insieme non cambia.

Re: Chiedo lumi a Stealthefoxxe

Posted: Sat Aug 13, 2011 1:16 pm
by alb3rt0
beh complimenti per la tua esperienza lavorativa.
io non ho iniziato a lavorare a 16 anni perché ho avuto la possibilità di studiare e continuare con una laurea in informatica.
io l'impegno ce l'ho messo, non ho scelto un corso di laurea semplice tanto per fare, non sono andato a grattarmi la pancia mentre i miei mi pagavano le tasse, non so se e a cosa mi servirà però sono contento di essermi laureato.
ognuno fa esperienze diverse e quindi vede anche le cose con ottiche diverse, ma il fatto che noi non abbiamo mai lavorato (che non è detto) non significa che viviamo nel paese dei puffi.
anzi mi permetto di dire che forse avendo studiato e acquisito un certo modo di ragionare, abbiamo una visione più ampia o comunque diversa.
a me preoccupa di più sentire come ragionano e i discorsi che fanno alcuni miei coetanei che non hanno voluto studiare per voglia/possibilità, che un laureato che deve ancora entrare nel mondo del lavoro.

vedo che state discutendo tra di voi quindi mi tiro fuori,
buon ferragosto a tutti :smile:

Posted: Sat Aug 13, 2011 1:57 pm
by alb3rt0
io non voglio insegnare niente a nessuno, ho solo la mia opinione.
beh se per te uno che fa l'operaio, lavora 8 ore dietro una macchina ha più valore di un laureato, un ingegnere, un persona specializzata e qualificata che si è fatto il mazzo per studiare e imparare, poi non lamentarti se gli immigrati e i paesi emergenti ci rubano il lavoro.
io che ho una laurea posso anche fare l'operaio e andare a caricare pannelli in una macchina qui in zona industriale, ma non viceversa.
quindi continuiamo a formare laureati per mandarli all'estero così quei paesi si svilupperanno e noi staremo ancora qui a fare i soliti discorsi.

Posted: Sat Aug 13, 2011 2:03 pm
by Muchoz
regà, è il 13 di agosto...andate al mare!

Posted: Sat Aug 13, 2011 2:19 pm
by Stealth_Fox
l'analisi era tutta sbagliata quindi l'ottica con cui e stata fatta e di conseguenza anche il discorso non regge più... se lo sguardo d'iniseme non cambia direi che hai detto tutto.
Vorrei sapere perché è tutta sbagliata... confutamela, almeno capisco. Per ora tutto ciò che hai detto non mi ha confutato la tesi di fondo che l'Europa è stanca, vecchia e i suoi giovani pieni di rabbia. Non hai elaborato il tuo disegno di insieme. Dicci perché e dove ho sbagliato. Dicci perché i giovani in Europa si ribellano. Perché la mia analisi è tutta sbagliata mentre la tua no. Anziché dire "mi baso sulle mie esperienze" porta acqua al tuo mulino con avvenimenti realmente osservati da una più vasta platea. Altrimenti è troppo semplice. E' come se scrivo una tesi che dice che il sole gira intorno alla terra e dico che è così perché secondo le mie esperienze la terra è ferma e il sole gira. Dobbiamo ricordarci che esistono pure le distorsioni quando in un'analisi si mettono dentro le esperienze personali.
DIMENTICAVO di risp. sui cinesi e meccanica...ma come tu che conosci la polita estera cosi bene ti sei perso proprio questo cardine...eh si amico mio ci sono anche loro o per un verso o per l'altro...
I macchinari per i processi produttivi venduti in Cina son pur sempre più occidentali che cinesi stessi. Sono il primo a dire che Cina non significa qualità pessima, ma non hanno ancora i numeri per competere in mercati tecnologicamente avanzati su scala nazionale. Riescono a competere molto bene in settori altamente tecnologici ma non per questo significa che le aziende cinesi costruiscono i macchinari utensili per tutto il mondo. Per farla breve, sono la fabbrica del mondo ma questa fabbrica necessita di macchinari e utensili.
insomma stelt la differenza e questa io le cose le ho viste e mi sono fatte le mie idee, poi ho approfondito e ho tirato le mie somme, tu hai approfondito , ti e stato raccontato , descritto ma non credo tu abbia visto, e come per molti universitari che non hanno mai lavorato un giorno e che oggi sono in parlamento o ci sono stati, parlate di situazioni , economia e lavoro ma senza reale cognizione di causa.
non ho visto causa sistema universitario italiano, mica per colpa mia! In parlamento dubito ci siano molti universitari, soprattutto esperti di economia e relazioni internazionali, visto quel che vanno facendo e dicendo.

Per il ciccio scusa ma era una risposta diretta ai vari Gianni e al figlio di papà. Se una cosa posso dire è che limito il più possibile lo status di figlio di papà. Anziché andare a divertirmi me ne rimango a casa a studiare, lo studio è visto come un lavoro, risparmio il più possibile da per tutto e tento di essere il meno possibile una zecca puppa denaro. La mia è una scelta. La scelta di essere studente a tempo pieno o di essere studente lavoratore. Viste le mie aspirazioni e il mio ambito di studi ho preferito essere uno studente a tempo pieno. Ma anche considerare gli studenti universitari come figli di papà o nullafacenti o fannulloni è davvero una condizione frustrante che in Italia perversa... il che non fa certo bene, dalle università verranno fuori i vostri futuri impiegati, ingegneri, advisor. Più li bistrattate e più se ne andranno dove vengono considerati molto di più.

p.s: sul fatto che un laureato inglese ci faccia il culo non lo so, ma se prendiamo come metro di paragone un laureato americano, ne dubito fortemente. Son tanto preparati per il mondo del lavoro, forse, ma culturalmente gli studenti italiani danno il loro filo da torcere a tutti gli altri. Esperienze dirette queste, essendo internazionalista ci sono a contatto giorno e notte. L'unica nostra pecca di studenti italiani sono le UNIVERSITA' italiane che hanno meno servizi di quelle estere. Solo questo. Individualmente siamo una spanna sopra. Inoltre, se il laureato inglese ci fa il culo, perché non chiamate gli inglesi a lavorare nelle vostre fabbriche e attività? E perché gli italiani laureati se ne vanno in Inghilterra a lavorare? O non son peggio degli inglesi?

Posted: Sat Aug 13, 2011 4:38 pm
by Stealth_Fox
Aggiungo una cosa perché mi era totalmente passata di mente.
Mi vedo un pò sminuito nel leggere che secondo qualcuno vivo una certa realtà limitata al ambito cittadino, anche se a me sembra di avere un ottica ben piu ampia, si vede che al universita si imparano dinamiche diverse , credo che sopratutto si impare che con il culo degli altri siamo tutti finocchi...
Il mio intento non è certo quello di sminuirti bensì quello di far capire che ciò che importa è il dato aggregato. Le esperienze personali e lavorative sono esperienze importanti ma pur sempre limitate rispetto alle osservazioni aggregate che, per loro natura, si possono avere soltanto su carta. Per il culo degli altri sì, purtroppo è così. Non sto qui a sindacare quanto è ingiusta la questione ma l'individuo in termini generali non conta un cazzo. Come non conta nelle grandi aziende quando devono tagliare i costi e il personale, non conta neanche negli Stati. Questa ovviamente è la mia opinione alla luce delle cose da me osservate.

Posted: Sat Aug 13, 2011 6:41 pm
by alb3rt0
Muchoz wrote:regà, è il 13 di agosto...andate al mare!
appena tornato dalla spiaggia :asd:
mandrak3 wrote:dico solo che un laureato inglese ad esempio a voi vi fa' il culo.
beh se si parla sempre per ipotesi tutto è possibile.
tanto si sa che la laurea in italia vale quanto un diploma, giusto?
ma si continuiamo pure a ragionare così che allora si che il culo ce lo fanno sul serio!
mandrak3 wrote:.dico solo che a me hanno insegnato che la teoria senza pratica vale poco.
che poi un laureato sia capace o meno discutiamone perche nelle MIE imprese a meno che non abbiano fatto ciò per cui avevano studiato *,8/10 valevano meno di un monco che fa il decoratore...esperienza personale...

*...e anche in questo caso sapessi quanti ingegneri imbecilli e incapaci conosco ...eppure sono ingegneri ;)
certo la teoria senza la pratica vale poco, così come la pratica senza la teoria!!

certo se metti un laureato che so a fare imballaggi probabilmente non sa neanche dove mettere le mani, ma probabilmente può imparare.
la manualità si acquisisce con il tempo, materie scientifiche come l'informatica o le studi come si deve o non vai da nessuna parte!!
e nelle aziende quelle serie non prendono il tutto fare (almeno spero) che sa replicare cose che ha visto fare e magari male!
poi forse quando ci sono i problemi, si perdono soldi allora si inizia a contattare gente preparata, si inizia a pensare a rendere i sistemi informatici sicuri, ecc.. ecc..

non so quale idea tu abbia dell'università italiana, ma la mia laurea non serve per andare a riparare pc nel negozietto sotto casa..
magari un domani posso fare anche quello, chissà.
o vuoi dirmi che studiare come si sviluppa un progetto software, come si analizzano i costi, come si investono le risorse, tanto per fare un piccolo esempio concreto si impara solo sul campo in pratica?
se impari a fare una cosa nel modo sbagliato o inefficiente pensando che sia quello migliore, nessuno ti ha insegnato ad affrontare e gestire un problema, che succede?
magari ne sai più di me anche in questo campo, visto che io faccio solo teoria.

usa e nord europa ringraziano per tutti i laureati già formati che gli mandiamo,
ma tanto che li teniamo a fare in italia, mica sanno lavorare.

vuoi un laureato che sa la pratica?
iniziamo già durante l'università a fargli fare uno stage serio in azienda e non solo perché ogni tanto gli si da un piccolo rimborso spese e non costa nulla.
le imprese inizino ad affiancare i giovani a quelli che sanno lavorare e mandiamo in pensione chi è ora che vada.
nessuno nasce imparato e tutti prima o poi devono imparare a lavorare.
e chi inizia prima non è detto che sia meglio di quello che inizia a 25 anni.
torno da puffetta.

Posted: Sat Aug 13, 2011 10:24 pm
by alb3rt0
su questo siamo d'accordo
la laurea non basta e si creano tutte quelle situazioni che hai indicato dove l'offerta di laureati in certi corsi supera di gran lunga la domanda.
ma purtroppo qua ogni 3 anni c'è una riforma universitaria e certi corsi dovrebbero limitare il numero di iscritti, per questo dico che bisogna sempre partire dalla politica.
poi è chiaro che anche qui dietro casa mia nell'industria del legno o meccanica, ha più possibilità di trovare lavoro un diplomato che un laureato, ma il mondo va avanti e dobbiamo cambiare anche noi.