Sommario: "Gli iPhone esplodono e in Italia si pensa di avviare un'indagine."
Il pubblico ministero Raffaele Guariniello indaga sugli iPhone difettosi. Il noto PM ha convocato l'amministratore delegato della divisione italiana della Mela, Enzo Biagini, per saperne di più sugli iPhone "esplosi" in queste settimane.
Guariniello ha intenzione di capire quali siano i rischi per i consumatori e per quale motivo il telefono "esploda". Enzo Biagini ha risposto al PM che i dettagli dell'indagine interna sono depositati presso la sede centrale dell'azienda, negli Stati Uniti.
"Il magistrato intende capire se sia eventualmente colpa delle batterie, che non sono estraibili e quindi nemmeno controllabili da parte dell'utente, e ipotizza il reato di immissione sul mercato di prodotti pericolosi", riporta Repubblica. Tra i casi a cui è interessato Guariniello, anche quello dell'iPhone che sarebbe esploso a Pistoia e di cui abbiamo dato notizia alcune settimane fa.

Intanto in Francia, paese simbolo di questo caso, Apple ha replicato alle autorità (DGCCRF). Dopo attente analisi dei dispositivi incriminati, Apple è giunta alla conclusione che le presunte esplosioni degli iPhone sono da addebitarsi a una pressione esterna di forte entità. La batteria, quindi, non sarebbe responsabile. Gli utenti, forse, hanno calcato troppo la mano e hanno rotto il display (oppure si sono seduti sopra l'iPhone).
L'indagine di Guariniello, quindi, potrebbe avere vita brevissima. Intanto, in questi giorni, si segnala anche un presunto caso in Belgio. Tra farsa e realtà, la vicenda continua.
Fonte: Tomshw.it
Il pubblico ministero Raffaele Guariniello indaga sugli iPhone difettosi. Il noto PM ha convocato l'amministratore delegato della divisione italiana della Mela, Enzo Biagini, per saperne di più sugli iPhone "esplosi" in queste settimane.
Guariniello ha intenzione di capire quali siano i rischi per i consumatori e per quale motivo il telefono "esploda". Enzo Biagini ha risposto al PM che i dettagli dell'indagine interna sono depositati presso la sede centrale dell'azienda, negli Stati Uniti.
"Il magistrato intende capire se sia eventualmente colpa delle batterie, che non sono estraibili e quindi nemmeno controllabili da parte dell'utente, e ipotizza il reato di immissione sul mercato di prodotti pericolosi", riporta Repubblica. Tra i casi a cui è interessato Guariniello, anche quello dell'iPhone che sarebbe esploso a Pistoia e di cui abbiamo dato notizia alcune settimane fa.

Intanto in Francia, paese simbolo di questo caso, Apple ha replicato alle autorità (DGCCRF). Dopo attente analisi dei dispositivi incriminati, Apple è giunta alla conclusione che le presunte esplosioni degli iPhone sono da addebitarsi a una pressione esterna di forte entità. La batteria, quindi, non sarebbe responsabile. Gli utenti, forse, hanno calcato troppo la mano e hanno rotto il display (oppure si sono seduti sopra l'iPhone).
L'indagine di Guariniello, quindi, potrebbe avere vita brevissima. Intanto, in questi giorni, si segnala anche un presunto caso in Belgio. Tra farsa e realtà, la vicenda continua.









