Non concordo affatto con la visione: eroe=gratis. Per me un Vigile del Fuoco che si butta in un palazzo in fiamme e salva qualcuno, è un eroe, anche se è un lavoratore: quando si è a certi livelli, si può, è permesso e addirittura doveroso, poter rifiutare: è il vigile del fuoco (o il soccorritore alpino, tanto x fare un altro esempio) che decide se andare o no. D'altronde è l'unico abilitato a valutare la situazione di rischio. E lo stipendio comunque è sempre lo stesso, ci vada o meno. E non è bello rischiare la vita e poi arriva l'Irpef e te lo dimezza perché magari sei andato in troppe missioni (le cifre postate su, sono al lordo). I soldi servono spesso solo per la famiglia che resta a casa a "pregare". E questo, ripeto, vale anche x molti settori: ad esempio nelle cave di marmo, i marinai dei pescherecci, i bagnini, ecc. ecc.
Essere avvolti è solo un rito, tra l'altro internazionale, fatto dagli stessi kamikaze, tra l'altro: ne di più ne di meno.
Direi che è molto peggio andare in una missione di pace con il fucile, che senza: se ti ammazzano e non ce l'hai, sei un martire, se invece lo avevi (ma non lo puoi usare, almeno in modo preventivo) sei "carne da macello".
Concordo con il fatto che i soldati siano spesso consapevoli dei rischi, questo si (e l'ho scritto spesso in altri post). Ciò non toglie che restano eroi e ciò non toglie nemmeno il disprezzo per chi li uccide, spesso in modo vigliacco, uccidendo tra l'altro anche il doppio di civili (bambini inclusi).
Il referendum non serve, si va già alle elezioni. Gli unici che non volevano le missioni, hanno (elettoralmente) preso delle severe bastonate, così tanto che alcuni non siedono nemmeno più in Parlamento. E dato che allo stato attuale l'unica via resta quella democratica, tocca tenerci le missioni (di Destra e di Sinistra, vedi Kossovo, con tanto di uranio impoverito, ... si un bell'esempio di amor patrio).