CAMPIONI DEL MONDOOOOOOO!
Posted: Sun Dec 19, 2010 4:29 am




Campioni del mondo. A 45 anni dall'Intercontinentale firmata Angelo Moratti, il figlio Massimo riporta l'Inter sopra tutti chiudendo il 2010 con cinque titoli all'attivo. A decidere la gara di Abu Dhabi contro i congolesi del Mazembe ci pensano, tra il 13' e il 18', Goran Pandev e Samuel Eto'o. Avanti di due gol, l'Inter dilaga nella ripresa, va vicina numerosissime volte al terzo gol e lo trova a cinque minuti dalla fine con Biabiany.
LA PARTITA
Basta un leone d'Africa, Eto'o, a domare gli africani del Mazembe. Bastano un lancio al bacio per Pandev e una rasoiata di destro che spezzano, in cinque minuti, un match fin lì strano, incomprensibilmente gestito dai congolesi e giocato maluccio dall'Inter. Basta poco, insomma, a superare la paura di non farcela e prendersi il mondo. Tutto secondo logica, perché la distanza tra Inter e Mazembe è un abisso in cui non c'è spazio per raccontare una favola africana senza scrivere un altro, meraviglioso pezzo, della storia interista.
La vittoria di Abu Dhabi è la fine di un percorso cominciato con la Coppa Italia strappata alla Roma e continuato con lo scudetto di Siena e la Champions di Madrid. E' l'ultima mano che afferra la vetta di questa scalata mondiale molto di José Mourinho e, oggi, un po' anche di Rafa Benitez. Da qui, da questa vittoria, da questa coppa che vale - a differenza di quanto in molti sostengono -, può iniziare l'era dello spagnolo. Può ripartire la rincorsa al Milan in campionato e può, deve, ricominciare la prossima campagna europea.
Parlare del resto, di una partita che non ha senso perché non c'è partita, è quasi superfluo. L'Inter voleva vincere e ha vinto, anzi, stravinto. Ha fatto tre gol, ne poteva fare cinque, forse sei, forse di più. Ha lasciato un'occasione e mezza al Mazembe, ma non ha mai perso il controllo dell'incontro. Ha scherzato per tutto il secondo tempo, aspettando solo di mettersi in posa con la coppa tra le mani. Ha fatto l'Inter, che è tanta roba, contro una squadra che è allegria, preghiere sulla linea di porta e niente di più.
Ora, con i mezzi che ha e con la qualità che ha un po' perso per strada, l'Inter non deve far altro che riprendere a correre. Il senso di questo Mondiale per club è forse tutto qui: che i nerazzurri hanno bisogno di forti motivazioni per essere grandi. E che, raggiunto un obiettivo, hanno bisogno di focalizzarne immediatamente un altro per provare a raggiungerlo. Dopo un 2010 da undici, come ha detto di sè - quindi anche un po' dell'Inter - Mourinho, Moratti sogna un 2011 all'altezza. Perché dopo aver rincorso per 45 anni i sogni di papà Angelo, è arrivato il momento di inventarsene di nuovi.
LE PAGELLE
Milito 6 - E' vero, il Principe ha fallito due occasioni grandi così per firmare, dopo Coppa Italia, scudetto e Champions, anche il Mondiale per club. Non è stata insomma la sua partita, ma se l'Inter è qui, con tra le mani una coppa che mancava da quasi mezzo secolo, il merito è quasi tutto suo.
Eto'o 7,5 - L'assist per l'1-0 di Pandev e il destro del 2-0 basterebbero per un voto altissimo, ma la partita del camerunese è buonissima tutta. Scatti, dribbling, passaggi sempre intelligenti. Giocatorone
Pandev 7 - Mette in discesa il match infilando Kidiaba dopo 13' e, in qualche modo, entra anche nel gol del 2-0. In assenza del miglior Milito, è la miglior spalla di Eto'o
Benitez 6,5 - A voler essere onesti, perdere questo Mondiale era quasi impossibile. Lui, però, in condizioni non esattamente favorevoli, ha gestito la squadra al meglio e, a conti fatti, ha centrato l'obiettivo più importante di questa prima parte di stagione.
Moratti 12 - Un voto in più di quello che Mourinho ha dato a se stesso, perché se il portoghese ha dato un'identità a questa squadra, lui l'ha costruita, con fatica e qualche perdonabile errore, nel corso degli anni. Dopo aver rincorso a lungo i successi del padre, ora può preparare il suo personalissimo sorpasso di famiglia