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Formazione militari in Italia

Armi, mezzi, storia, softair... tutto quel che riguarda le armi, gli eserciti e la guerra.

Moderator: Moderatori

SENATO DELLA REPUBBLICA
XIV LEGISLATURA
4? COMMISSIONE PERMANENTE
(Difesa)
INDAGINE CONOSCITIVA
SUL RECLUTAMENTO E SULLA FORMAZIONE DEI
MILITARI A LUNGA FERMA DELLE FORZE ARMATE
5? Resoconto stenografico
SEDUTA DI MERCOLEDI` 19 FEBBRAIO 2003



(omissis)

(Gen) NOVELLI. Signor Presidente, onorevoli senatori, mi unisco anche io
ai ringraziamenti gia` espressi dal generale Gaeta, prima di iniziare la mia
esposizione riguardante l?addestramento del personale militare volontario
di truppa.
A questo obiettivo fondamentale e primario, la Forza armata ha dedicato,
negli ultimi anni, una particolare attenzione, sviluppando iter formativi
diversificati in grado di far conseguire ai volontari in ferma annuale,
ai volontari in ferma breve e ai volontari in servizio permanente
le capacita` necessarie all?assolvimento di quei compiti primari, di difficolta`
crescente, che ciascuna categoria e` chiamata a svolgere. Con cio` l?Esercito
ha perseguito la cultura dell?obiettivo, definendo inizialmente le
capacita` operative da raggiungere e successivamente sviluppando le necessarie
attivita` di programmazione e di pianificazione per il loro conseguimento.
Ne sono risultati iter di formazione basati su criteri di: qualificazione
orientata all?impiego; livello di difficolta` crescente; corretto bilanciamento
tra professionalita` militare e cultura generale ed aggiornamento costante.
Voglio sottolineare quest?ultimo criterio. La Forza armata, infatti, ha
adottato, da qualche anno, il sistema di sottoporre a verifica, con metodo e
regolarita`, non solo le attivita` operative sviluppate dai contingenti impiegati
all?estero, ma anche quelle addestrative condotte in poligoni internazionali,
attraverso cicli di conferenze che noi chiamiamo ?lezioni apprese
?, nelle quali i comandanti riferiscono delle loro esperienze, degli
eventi negativi e degli ammaestramenti tratti. Gli esiti vengono tradotti
in nuove disposizioni attinenti tutti i settori dell?attivita`, quali ad esempio
l?organizzazione generale, la struttura del contingente, gli aspetti logistici,
i collegamenti da realizzare, le capacita` specifiche da acquisire e quindi
gli addestramenti da sviluppare. E ` questo il significato dell??aggiornamento
costante degli iter formativi? cui accennavo e credo anche, se mi
puo` essere consentito, e` questo uno dei principali motivi dell?innalzamento della qualita`

espressa dai nostri contingenti, in giro per il mondo. Si parte,
cioe`, dalla constatazione di un errore per adottare le misure idonee ad evitare
che esso venga nuovamente ripetuto.

Tornando all?argomento, l?esercito ha, quindi, adottato e sviluppa sistemi
formativi specifici per ogni categoria di personale. Essi sono simili,
come vedremo, nella loro struttura generale ma si differenziano nei contenuti,
per il livello di difficolta` e per l?obiettivo addestrativo che devono
conseguire, che deve essere correlato anche con l?incarico ricoperto da
ogni volontario.
Mi soffermero` inizialmente sul sistema formativo dei volontari in
ferma annuale, che si articola in tre fasi. La prima fase dura approssimativamente
tra le sette e le undici settimane. La durata varia in relazione
agli incarichi del personale. Essa e` caratterizzata da un addestramento
di base, per la formazione generica del militare; un addestramento individuale
al combattimento, per l?acquisizione delle capacita` di autodifesa e di
sopravvivenza; un addestramento di specializzazione, per abilitare il personale
ad assolvere le funzioni previste per l?incarico assegnato, ed un addestramento
al controllo del territorio, di cui e` facile intuire le finalita`. La
prima fase viene svolta, per la maggior parte degli incarichi, presso i reggimenti
operativi, mentre per quelli di maggiore contenuto tecnico (operatore
tecnico elettronico per missili e per artiglieria leggera, radio elettronico,
artificiere, acquisitore obiettivi, e cosı` via) le attivita` sono svolte
presso le Scuole di specialita`. Al termine, il personale consegue il l? grado
di preparazione ed e` impiegabile nei servizi di vigilanza, in interventi a
favore della collettivita` in caso di pubbliche calamita`, in operazioni di
controllo del territorio in concorso alle Forze dell?ordine ed in attivita` logistico-
amministrative per la vita ed il funzionamento dei reparti. A questa
fase segue una seconda fase, della durata di sei settimane, che prevede un
corso caporali ed un addestramento alle operazioni di sostegno della pace.
Al termine di questo periodo, che coincide con il quarto o quinto mese di
servizio, il volontario consegue il 2? grado di preparazione, correlato con
la capacita` di svolgere anche compiti connessi con le Crisis Responce
Operations (CRO), potendo essere impiegato fuori area in operazioni di
sostegno della pace ma solo in ambienti a bassa intensita` operativa ed
in interventi umanitari.
La terza fase riguarda esclusivamente gli incarichi operativi la cui durata
varia dalle quindici alle ventidue settimane. Quest?ultimo stadio dell?addestramento
e` dedicato all?acquisizione di quelle conoscenze tecnicotattiche
connesse con l?impiego delle minori unita` in combattimento, anche
in ambienti particolari. Il personale che conclude l?addestramento,
al nono o decimo mese di servizio, acquisisce il 3? grado di preparazione,
che in pratica configura una buona capacita` di fronteggiare emergenze
conflittuali assimilabili alla guerra classica, per la difesa del territorio nazionale.
Devo sottolineare che oggi non tutti i volontari in ferma annuale acquisiscono
questa capacita` di alto livello, in quanto molti di essi vengono
gia` impiegati al termine delle prime due fasi o in operazioni Fuori area o
in interventi di concorso o, soprattutto, nella vigilanza degli obiettivi sensibili.
Mi riferisco, in particolare, alle operazioni NATO in Bosnia ed in
Albania, agli interventi per le pubbliche calamita` e, soprattutto, all?operazione
Domino, nella quale i volontari in ferma annuale, nell?ultimo anno,
sono stati impiegati in numero rilevante.
Prima di terminare la ferma, i volontari in ferma annuale partecipano
anche ai Corsi di Euroformazione, ritenuti importanti per il loro reinserimento
nel mondo del lavoro. In questo contesto possono svolgere corsi di
informatica (della durata di sue settimane), di inglese (di cinque settimane),
di orientamento all?imprenditorialita` (di due settimane), al termine
dei quali ottengono un attestato di qualificazione o una patente europea
(informatica) che possono essere spesi nel mondo esterno.
Passo ora ai volontari in ferma breve, destinati principalmente alle
unita` a piu` elevata prontezza. A differenza dei volontari in ferma annuale
che sono addestrati per ricoprire un solo incarico di selezione, essi sono
polifunzionali, nel senso di poter essere intercambiabili nell?ambito delle
formazioni di base (squadre ed equipaggi) ed in grado di ricoprire piu` incarichi
che richiedono attitudini similari. Il loro iter addestrativo e` anch?esso
articolato in tre fasi, al termine di ciascuna delle quali il personale
acquisisce un particolare livello di operativita` (ricordo che per i volontari
in ferma annuale si era parlato di grado di preparazione). La prima fase di
cinque mesi, detta anche della formazione di base, viene sviluppata inizialmente
presso i Reggimenti Addestramento Volontari, dove i volontari
in ferma breve compiono i primi tre mesi di ferma, e successivamente
presso i reparti o le Scuole d?Arma, dove conseguono la specializzazione
dell?incarico. Al termine di questa fase, in pratica, il volontario in ferma
breve e` in grado di svolgere gli stessi compiti di un volontario in ferma
annuale al 2? grado di preparazione: si puo` dire che militarmente e` addestrato,
ma ha poca esperienza, avendo solo operato in formazioni elementari
(le squadre). Ha acquisito, infatti, le capacita` per essere impiegato nei
servizi di vigilanza e scorta in genere, in interventi a favore della collettivita`
in caso di pubbliche calamita`, in operazioni di controllo del territorio
in concorso alle Forze dell?ordine, in interventi umanitari e nelle operazioni
di peace-keeping, in ambiente a bassa intensita`. Fondamentali per
la sua crescita professionale sono sicuramente le due fasi successive condotte
presso le unita` d?impiego. La seconda fase e` caratterizzata dallo sviluppo
di attivita` tecnico-tattiche connesse con le minori unita` in combattimento
(plotoni, compagnie, batterie, squadroni) e dalla condotta di addestramenti
per l?impiego in operazioni fuori area di peace-support, con particolare
riferimento al peace-enforcing. In questa fase viene inoltre sviluppata
una intensa attivita` a fuoco e molto spesso le unita` svolgono importanti
esercitazioni congiunte con reparti stranieri nei poligoni all?estero. Al
termine, all?incirca al decimo mese di ferma, il volontario puo` essere considerato
combattente completo e puo` essere impiegato in operazioni, come
prevede il decreto-legge n. 505 del 30 dicembre 1997. La terza fase e`, infine,
la piu` qualificante. In questo periodo il combattente gia` professionalmente
completo affina le sue capacita` per operare in ambienti e situazioni particolari e per essere

leader di formazioni elementari. E`
una fase caratterizzata
da corsi specifici quali, ad esempio, quelli per tiratore scelto, per
fuciliere scelto, per istruttore di sci e di roccia, ed altri che non mi dilungo
ad elencare, tutti destinati ad accrescere la sua professionalita`. E proprio la
frequenza di questi corsi, in aggiunta alla partecipazione ad operazioni in
ambito multinazionale che contribuisce a determinare, per i migliori, l?idoneita`
all?avanzamento al grado di caporale maggiore. Al ventiquattresimo
mese di servizio, con l?acquisizione del 3? livello di operativita`, la Forza
armata dispone quindi di un volontario completo, ben addestrato, esperto,
idoneo all?impiego in qualsiasi situazione operativa e capace di controllare
altro personale. Nei periodi successivi dal ventiquattresimo al trentaseiesimo
mese le attivita` sono, infine, indirizzate al mantenimento del livello
addestrativo raggiunto ed anche alla qualificazione professionale con la
frequenza dei Corsi di Euroformazione. Al trentaseiesimo mese di servizio,
termine della sua ferma, siamo, quindi, in presenza di un professionista
che e` sicuramente qualificato per il passaggio al servizio permanente o
per il transito nelle Forze di polizia.
Passero` ora molto brevemente ad esaminare l?iter formativo dei volontari
in servizio permanente. Si tratta del volontario per eccellenza
che, in quanto proveniente dai volontari in ferma breve, ha gia` maturato
una considerevole esperienza tecnico-professionale, con particolare riferimento
alla capacita` di assolvere compiti operativi in tutte le situazioni di
crisi, da quelle piu` semplici, rappresentate dagli interventi umanitari alle
operazioni di guerra classica. Per loro non si puo` parlare, con l?eccezione
di una fase iniziale, di iter formativi specifici, in quanto tutta l?attivita` e`
diretta sostanzialmente all?aggiornamento e al mantenimento delle capacita`
operative acquisite in precedenza attraverso corsi che in sostanza mirano
ad ampliare la preparazione acquisita, soprattutto in corrispondenza
degli avanzamento di grado previsti, o a riqualificare ed abilitare il personale
allo svolgimento di incarichi diversi da quello originario, in relazione
al modificarsi delle sue capacita` psicofisiche. Per quanto riguarda la fase
iniziale, essa prevede un periodo di addestramento di durata variabile dalle
otto alle dodici settimane durante le quali vengono livellate le conoscenze
di tutti. Durante questo periodo vengono frequentati un corso basico e un
corso di specializzazione che hanno lo scopo, rispettivamente, di consolidare
la base culturale e fisica gia` acquisita e perfezionare le capacita` tecnico-
professionali raggiunte.
In conclusione, vorrei fornire un cenno sull?addestramento del contingente Nibbio. Esso e` stato

avviato gia` nel mese di agosto 2002, allorquando
l?autorita` politica ha dichiarato l?eventuale possibile partecipazione
di unita` dell?Esercito all?operazione Enduring Freedom ed ha riguardato,
inizialmente, il 9? reggimento alpini ed il 187? reggimento paracadutisti.
Il percorso addestrativo e` stato articolato su quattro moduli, di durata
variabile, con i seguenti obiettivi parziali: 1? modulo ? della preparazione
individuale ? volto a potenziare gradualmente l?efficienza fisica del combattente,
in funzione dell?ambiente, e la sua capacita` operativa individuale,
in funzione del compito da svolgere; 2? modulo ? della preparazione delle
unita` a livello plotone ? mirato ad elevare le capacita` operative specifiche
e di sopravvivenza in quota delle unita`, nonche? a migliorarne le procedure
e le tecniche per l?utilizzo degli aeromobili; 3? modulo ? della preparazione
delle unita` a livello complesso minore ? volto all?amalgama dell?Arma
base con le varie componenti specialistiche ed allo sviluppo di capacita`
di condurre atti tattici diversificati con l?impiego di aeromobili in
ambiente di montagna di giorno e di notte; 4? modulo ? delle verifiche
? indirizzate a valutare le capacita` operative conseguite dal contingente
mediante una serie di esercitazioni continuative. L?attivita` e` stata svolta
parallelamente dai due reggimenti fino a meta` novembre, quando e` stato
scelto il contingente su base alpina. Da quel momento, il 9? reggimento
alpini, di stanza all?Aquila, ha intensificato l?attivita` presso aree addestrative
e poligoni delle regioni Abruzzo, Lazio e Sardegna, operando spesso
in collaborazione con unita` statunitensi della SETAF di Vicenza. Di particolare
rilevanza: il perfezionamento al tiro in ambiente diurno e soprattutto
notturno con tutte le armi disponibili, tra le quali ricordo anche i fucili
di precisione, i lanciagranate ed i mortai d?assalto da 60 millimetri; le
attivita` di mobilita` in ambiente montano e aeromobilita` in alta quota; l?addestramento
di soccorso immediato e pronto soccorso, effettuato con la
cooperazione di un team specialistico inglese; le esercitazioni in bianco
ed a fuoco in ambiente montano; la scuola tiro mortai rigati da 120 millimetri.
Al termine, dopo circa quattro mesi, il comandante di reggimento
ha potuto certificare la piena operativita` del contingente. Ho terminato.
Sono consapevole di aver sviluppato un?esposizione eccessivamente
tecnica, ma non potevo fare diversamente. Mi auguro di avere comunque
offerto a tutti loro un quadro sufficientemente chiaro di come la Forza armata
persegue la formazione dei suoi professionisti e credo di dover sottolineare,
in conclusione, che il sistema formativo adottato ha fornito sul
campo obiettivi riscontri della sua validita` (gli impegni operativi svolti lo
testimoniano). Tale validita`, come ho sottolineato, e` in parte dovuta al criterio
adottato dell?aggiornamento costante, da realizzarsi in funzione dell?evolversi
dei mezzi, dell?introduzione in servizio degli strumenti ad alta
tecnologia e, non da ultimo, dalle verifiche che, con metodo, vengono
fatte al termine di tutte le attivita` complesse condotte dalle unita`.

(omissis)

Siete ancora in tempo.... c'? la domandina eh eh eh


http://www.difesa.it/Concorsi/Arruolars ... Truppa.htm

Per ulteriori info:

Esercito Italiano - Nuclei Informativi per il Pubblico (NIP)

L'Esercito ? strutturato non con un URP (ufficio relazioni con il pubblico) a livello centrale ma una serie di Nuclei Informativi per il Pubblico NIP a livello periferico incentrati sui Distretti Militari e che fungono da sportelli per il pubblico.
I NIP svolgono le seguenti funzioni ed attivit?:

* attivit? informativa generale e d'istituto;
* comunicazione di marketing (scuole, Istituti vari ecc.);
* consulenza sugli arruolamenti della F.A.;
* ricezioni domande per arruolamenti;
* ricezione di istanze;
* rilascio documentazione (stati di servizio, fogli matricolari, stati di servizio ecc.).

L'Esercito ha attivato, al momento, 24 NIP secondo la seguente DISTRIBUZIONE TERRITORIALE:

1. Ancona;
2. Bari;
3. Bologna;
4. Brescia;
5. Cagliari;
6. Caserta;
7. Catania;
8. Catanzaro;
9. Chieti;
10. Como;
11. Firenze;
12. Genova;
13. Lecce;
14. Milano;
15. Napoli;
16. Padova;
17. Palermo;
18. Perugia;
19. Roma;
20. Salerno;
21. Torino;
22. Trento;
23. Udine;
24. Verona.

Gli URP http://www.esercito.difesa.it/root/vario/distretti.asp

Quasi quasi...

heheh ... dici ke prendano un ragazzo di 17 anni ?

bho ... forse no ma nn si sa mai ....

tanto x rimanere in argomento , qual'? il corpo ke paga di piu' e ke si rischia di meno ?

se gi? cerchi qualcosa in cui rischiare meno evita il mondo militare.

nosferatu wrote: per il resto lo stipendio ? in relazione al rischio del tuo mestiere

e a quello che fai.

un maresciallo dell'aves, pilota di elicotteri, prende piu' di un capitano d'artiglieria (in linea di massima)
8)

lol mica dico ke nn voglio rischiare sl ke se prendo i soldi me li dovro anke godere .... di certo nn vado a fare un compito da primissima linea :P

A volte ti toccher? andare in prima fila, non ? poi tanto cos? volontaria la cosa a volte. Se han bisogno di un tecnico per il radar e tu lo sei ti ci mandano, puoi rifiutare ma perdi punti nella graduatoria.

al di la' del perdere punti in graduatoria, credo che a monte il discorso sia un altro: se decidi di intraprendere quella carriera, devi anche essere cosciente dei rischi a cui "puoi" andare incontro. ed accettarli.

altrimenti fai domanda per le poste, o per qualsiasi altro impiego statale.

nosferatu wrote:
Highlander wrote:heheh ... dici ke prendano un ragazzo di 17 anni ?

bho ... forse no ma nn si sa mai ....

tanto x rimanere in argomento , qual'? il corpo ke paga di piu' e ke si rischia di meno ?
L'alto ufficiale, o il burocrate

per il resto lo stipendio ? in relazione al rischio del tuo mestiere

Per ora in questo mondo, non si pu? avere botte piena e moglie ubriaca
hai presete james bond..... :lol:

asd asd .... cmq ? logico ke si sa ke esista il rischio xro' si ? i grado di decidere la strada ke si vuole fare .... ovvero come si era parlato in altri topic ki ama il rischio allo stato puro si arruola nella legione straniera ... ki invecie ? piu' prudente ke cazz ne so va nell'artiglieria ... cio? quello ke intendo io ? ke esistono reparti dove ? molto piu' probabile finire in situazioni ad alto rischio ... tutto qui ....

porca vacca mi trattate cm se fossi un pirla codardo ..... ma in verita' vi dico ..io sn james bond ...whahaha :rotfl:

Highlander wrote:porca vacca mi trattate cm se fossi un pirla codardo ..... ma in verita' vi dico ..io sn james bond ...whahaha :rotfl:
ma no assolutamente... pero' ? vero che per come ti sei espresso si poteva fraintedere :wink:

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