Buone notizie?
Posted: Mon Sep 24, 2007 8:22 am
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Il CorSera sostiene che sia stata un'azione congiunta di membri del Comsubin Nono Col Moschin e Sas a liberare gli ostaggi. Sostengono che siano stati i membri del Sas ad entrare dentro l'edificio per liberare i due italiani. Tutto perch?? Perch? altrimenti in Parlamento si sarebbero scandalizzati del fatto che gli italiani avrebbero ucciso talebani. Come se quei 9 talebani li avessero uccisi i militi britannici.militaryphotos.net wrote:the raid was autorized by Rome early this morning,conducted by a joint special forces team made of italian Col Moschin operators and british SAS, the team split in 2 parts, the first one attacking the talibans outside the house on a 4x4 pick up, and the other one stormed the house were the 2 agents were.
The talibans fired to the hostages before being shot (one of the hostages was hit 2 times, on the head and the chest)
UN PRECEDENTE NEL 2004
Nell?estate 2004 due MILITARI DELLE FORZE SPECIALI, uno del COMSUBIM e uno del COL MOSCHIN , vengono mandati in missione nel Nord dell?Iraq. Hanno con s?, oltre alle armi e al kit di sopravvivenza, anche molto denaro. Dopo due settimane vengono catturati dai ?soldati di Allah? e chiusi in una cella. Roma, fedele al motto ?nessuno abbandona nessuno?, avvia una trattativa e sollecita l?aiuto dei curdi e degli iracheni. I sequestratori mantengono segreta la cattura ma tengono aperto il canale di comunicazione e chiedono un riscatto in milioni di dollari. Non occorreranno: dopo due settimane di prigionia gli italiani riescono a fuggire approfittando di un momento in cui nessuno li sorveglia e la porta della cella non ? ben chiusa. Scappano in strada, dopo mezz?ora di fuga vengono soccorsi da una pattuglia Usa ma l?incursore viene sbalzato dal mezzo e nessuno se ne accorge. Gli americani lo ritroveranno poco dopo e porteranno entrambi, feriti ma salvi, alla base di Nassirya.
A Farah, il comando italiano e quello Isaf convengono che le due condizioni poste dal governo impediscono un'operazione notturna, perch? i rischi di perdere tutti gli ostaggi e seminare morte nel villaggio che nasconde la prigione aumentano. La notte di domenica diventa cos? un calvario. Il piano ? pronto. Ma deve essere spostato al mattino di luned?. Il problema ? che nulla cambi con il buio. Si ? deciso che intervengano due squadre di commando da dodici uomini ciascuna. I paracadutisti italiani del "Col Moschin" e i...
e i colleghi di marina inglesi dello "Special boat service". Gli italiani dovranno fare irruzione nella prigione e liberare gli ostaggi. Gli inglesi dovranno sigillare l'area dell'operazione, "ripulirla" da eventuali sorprese. I primi verranno caricati su un elicottero. I secondi, con le loro autoblindo, su un elicottero da trasporto Ch-47. Elicotteri spagnoli faranno da ombrello e sostegno logistico.
L'alba di luned? non sembra portare sorprese. I banditi e i loro ostaggi si sono svegliati esattamente dove si sono addormentati. Gli elicotteri si alzano in volo da Farah. Ma, poco dopo le 8, quando mancano pochi chilometri al bersaglio, lo scenario cambia repentinamente. E si complica. Forse avvertiti, forse perch? cos? avevano gi? deciso, i banditi lasciano la prigione, caricano gli ostaggi su due macchine e cominciano a percorrere la strada che, da nord a sud, collega il distretto di Farah alla zona pi? vicina al confine iraniano, dove la Nato ? cieca e i taliban governano. E' troppo tardi per modificare il piano di battaglia. L'occasione - come dir? Parisi - "? la prima e l'ultima utile". Ma, a questo punto, gli unici a poter affrontare il convoglio di auto in movimento sono i commando inglesi con le loro autoblindo nella pancia dell'elicottero da trasporto. Gli italiani e il "Mangusta" passeranno in copertura, incaricati di neutralizzare eventuali armi anticarro o antiaereo portatili.
Con il convoglio in movimento, la sorpresa non pu? pi? essere tale da evitare un bagno di sangue. I banditi cominciano a fare fuoco sui mezzi inglesi che, scaricati dagli elicotteri, intercettano le loro due auto. La risposta ? furiosa. I commando britannici abbattono tutto ci? che si muove e ha in mano qualcosa che somigli a un'arma. Muoiono in dieci. E a salvare gli agenti del Sismi, probabilmente, ? proprio l'essere stati caricati nel bagagliaio di una delle due auto. I loro corpi si proteggono a vicenda. Probabilmente non prendono di infilata il fuoco dei loro soccorritori. Altrettanto probabilmente, i loro carcerieri non possono finirli direttamente con un colpo di grazia. Alle 8 e 25 minuti ora afgana ? tutto finito. Gli ostaggi italiani e uno dei due afgani sopravvissuti vengono evacuati nell'ospedale da campo inglese di "Camp Bastion". Nell'alba di Roma squilla il telefono del ministro della Difesa. A New York, la notte di Prodi e D'Alema non ? pi? nera.