La storia narra che una nota ditta di security informatica a cui si rivolgevano numerose banche americane un giorno decide di fare un tests.
Chiamano un superconsulente esperto in sicurezza gli danno a disposizione un pc qualsiasi un s.o. qualsiasi, insomma qualsiasi cosa un banale mentecatto malintezionato possa procurarsi.
Questo prende il suo desktop installa su una versione slackware di linux e va a prendere il caffè alle macchinette.
Mentre si accosta alla machinette si ricorda di non avere spiccioli allora uno dei dipendenti dell'azienda presenti li nei paraggi gentilmente glielo offre.
Il consulente degusta il suo caffè e non fa altro che ascoltare i presenti.
A fine giornata il superconsulente si rivolge ai responsabili dell'azienda dicendo che per etica la sua penetrazione si è fermata ai firewall di frontiera dei clienti.
Praticamente a questo è bastato prendere un caffè per scoprire una password, un proxy, una hosttable o chissàche.
Poi i sistemi informatici,free e non, offrono una vastissima gamma di bug ed exploit che messi in catena possono permettere di far danni a chiunque abbia un pò di voglia di smanettare.
Un pò più difficile è saper non lasciare traccie del proprio passaggio.
Ad ogni modo, siccome questo faccio nella vita, per me il backup è sacrosanto, sopratutto perchè è un'attività gestibile automaticamente che ti fa risparmiare un sacco di tempo per ogni tipo di restore che devi fare (dati configurazioni etc.).
In telecom, per quella cagata di portale, che hanno, gli ho fatto un piano di disaster recovery a prova di metorite,e visto che se lo possono permettere,gli ho fatto fare anche la messa in bunker del nastro ogni mese , considerato che siamo un progetto di collaudo non è male come risultato considerato che i dati non sono ne sensibili ne personale .
Così almeno il giorno che me ne andrò e farò una drop database avranno il modo di recuperare