dal 2003, semper fidelis!

I grandi interessi che girano intorno alle ricostruzioni

Dove parlare di tutto ciò che non rientra in quanto elencato nelle altre sezioni.

Moderator: Moderatori

noob, neanche un link youtube sai mettere :asd:

Gli italiani sono seri... il problema è che c'è sempre qualche furbetto di troppo che fa pagare le sue malefatte a gente onesta. Uno dei problemi principali dell'Italia è, ovviamente, la mafia e tutte le organizzazioni criminali. Purtroppo è un problema che ci portiamo dietro da più di un secolo senza riuscire a debellarlo, anzi, sembra che sia in espansione anche al Nord. Non mi meraviglierei se dietro alle inchieste che ci saranno all'Aquila si troverà un filone mafioso dietro... Se si vede bene, moltissime opere che son state fatte male in gran parte avevano legami con la mafia.

Per il resto, purtroppo gli italiani sembrano vivere alla giornata, più e più volte ho sostenuto questo e continuerò a sostenerlo. Preferiscono non preoccuparsi del domani, tanto si troverà pur sempre una soluzione.

Stealth_Fox wrote:Per il resto, purtroppo gli italiani sembrano vivere alla giornata
Oggi è mercoledì..domani....domani.....che giorno è domani?????????

Sisma, protesta sindaco de L'Aquila
"Non indosserò più fascia tricolore"
Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, non indosserà più la fascia tricolore per protesta contro la normativa fiscale che impone ai residenti nei Comuni del cratere sismico la restituzione al 100%, a partire da gennaio, delle tasse sospese dopo il terremoto. "Se devono lasciarci in questa situazione - ha detto - non indosserò più la fascia tricolore da sindaco. Con questa situazione fiscale l'economia aquilana non può ripartire".

"Sto impazzendo - confessa il sindaco dell'Aquila - per organizzare la città temporanea dove far aprire le attività, dai dentisti ai notai alle farmacie. Mi sono dovuto inventare una nuova pianta organica delle farmacie perchè qui ne sono cascate la metà". La zona rossa è tutto il centro storico, ricorda il sindaco, che avverte: "I lavoratori autonomi non sono in grado di pagare le tasse quando nulla è tornato alla normalità. Qui siamo all'anno zero". Gli abruzzesi - sottolinea Cialente - non chiedono 'favori' ma tempo, così come è stato dato ad altri, ad esempio come per l'Umbria, che dopo il sisma ha dovuto pagare solo il 40% e dopo 12 anni.

"Far restituire agli aquilani - ribadisce Cialente - il 100 per cento al primo gennaio 2010, tra meno di sei mesi, i mutui, l'Ici per la seconda casa distrutta, è impensabile. Vedo i miei autonomi, soprattutto i commercianti, che hanno perso tutto, nel panico". "Non sanno nemmeno dove andare a lavorare. E' tutto distrutto, anche io non ho l'ufficio del sindaco, e ricevo la gente per strada, sul piazzale, nel chiosco all'aperto per questo - aggiunge quasi a volere aggiungere pur nella disperazione un sorriso - sono abbronzato, ma solo le mani e dal collo in su".

Tasse, contributi, Ici sulla seconda casa, mutui, dna casa, quando "qui non lavora nessuno. Gli unici sono quelli che hanno aperto in posti impensabili chioschi dove vendono arrosticini e birra. I supermercati che hanno riaperto incassano 300 euro al giorno. Non cela gente. L'università su tre giorni a settimana fa un turno di 12 giorni. Non arrivano i soldi della Cig, nei campi la gente non ha più un soldo, ci sono donne sole con figli ridotte alla disperazione. Se non si viene qua non si capisce quello che è successo. Qui non c'è più L'Aquila oggi, c'è solo una città fantasma". Eppure "alcune banche stanno richiedendo agli imprenditori di rientrare dal primo di agosto".

E ora i terremotati devono anche fare i conti con la paura di non farcela: "L'impatto sulla gente della notizia di dover pagare le tasse - racconta Cialente - ha gettato nel panico". "Non siamo in condizioni di pagare le tasse, io capisco le difficoltà del Paese, ma ci sentiamo abbandonati", dopo la solidarietà e la commozione del dopo terremoto è ora che gli aquilani chiedono non aiuto ma la possibilità di ricostruire davvero il loro territorio, "ma così uccidono il tessuto sociale: molti commercianti stanno decidendo di andare via. Ho ancora 30mila persone fuori dalla città, 20mila nelle tende, ci sono 12.900 famiglie che non hanno una casa dove rientrare, perché quel che è rimasto è da abbattere. E come può - denuncia Cialente - ripartire la città, i cittadini iniziare a pagare i mutui. Mi sento abbandonato dal Paese: noi abbiamo perso l'appiglio e stiamo appesi nel vuoto, se la camera, che è l'Italia, decide di 'tagliare la corda', dicendo siete tornati alla normalità pagate le tasse, noi non ce la possiamo fare".
qualcuno ha cominciato a togliere il cappellino da operaio e ha cominciato a chiedere il Ca$h....ora i soldi della dentiera alla signora glieli tolgono per farle pagare URGENTEMENTE le tasse....non dico che non devono chiedere le tasse, perchè è giusto che le chiedessero...ma arebbero potuto chidere in ordine il 15/25/30/40 % dilazionandolo così su 4 anni...il tempo che la gente quantomeno cominciasse a sistemarsi...

concordo

Re:

Stealth_Fox wrote:concordo
con cosa?

il problema è che il 90% degli italiani sono dei pecoroni che se ne fottono......
Voglio dire io riesco ad arrivare a fine mese chi cazzo se ne fotte della mafia, e di tutto il resto basta che mangio io
e poi si sa l'appetito vien mangiando io vorrei vedere chi di noi se fosse un politico non cercherebbe di sistemare aparenti e amici fino alla 30 generazione ....
Il discorso è che l'italia non ha e forse non ha mai avuto una coscienza nazionale....

:wtf: :wtf:

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