TV: AL VIA TIVU'SAT, ECCO L'ALTERNATIVA A SKY
Posted: Thu Jul 23, 2009 2:19 am
ROMA - Ufficialmente la parola d'ordine è: nessuna guerra a Sky. TivùSat, la prima offerta satellitare italiana gratuita, messa a punto da Rai, Mediaset e Telecom Italia Media e al via il 31 luglio, punta a entrare nelle case degli oltre tre milioni di italiani che non sono raggiunti dal digitale terrestre. Ma certo è la prima alternativa, sul satellite, alla piattaforma che fa capo a Rupert Murdoch, ormai secondo operatore tv in Italia per ricavi: la chiave della possibile competizione saranno in primo luogo i canali generalisti Rai e Mediaset che - per ora - restano su Sky. "La presenza di Raiuno, Raidue e Raitre su Sky non è un tema all'ordine del giorno, è un problema che non si pone", assicura il vicedirettore generale della Rai Giancarlo Leone, sottolineando che "TivùSat non è uno strumento di battaglia tattica, di guerra di frequenze o di contenuti, e non ha alcune relazione con le strategie industriali della Rai, anche per quanto riguarda il rapporto con Sky".
In ballo c'é piuttosto il contratto, in scadenza il 31 luglio, per i canali di Rai Sat (Extra, Premium, Cinema, Smash Girls e Yo Yo) che - in caso di esito negativo della trattativa - potrebbero migrare nell'offerta gratuita Rai sul digitale terrestre. Quanto a Mediaset, "su Sky - fa notare l'amministratore delegato di Rti Marco Giordani - non siamo mai saliti e dunque non scenderemo. Non abbiamo nessun contratto né rapporto economico. Trasmettiamo gratis i segnali di Canale 5, Retequattro e Italia 1 sul satellite e Sky legittimamente li sintonizza sui canali 104, 105 e 106", anche se con alcuni buchi in palinsesto, legati al criptaggio dei programmi per i quali l'azienda non ha i diritti per l'estero. Oscuramenti che, avverte tuttavia Giordani, "potrebbero crescere, perché abbiamo bisogno di comprare prodotti per il territorio italiano: compreremo sempre di più quello che ci interessa". Nessun buco in vista, invece, su TivùSat, dove i palinsesti non soffriranno di 'interruzioni' e i broadcaster decideranno cosa criptare. Se dunque i 4,8 milioni di abbonati Sky potranno continuare a vedere i canali generalisti di Rai e Mediaset, almeno per ora, gli oltre tre milioni di italiani (1 milione 300 mila famiglie) che vivono in quel 4-5% di territorio non coperto dal digitale terrestre dal 31 luglio potranno comprare il decoder - prezzo circa 100 euro, smart card compresa - per vedere TivùSat, che offre al momento 22 canali: Raiuno, Raidue, Raitre, Canale 5, Retequattro, Italia 1, La7, le nuove reti digitali, in gran parte finora non ricevibili sul satellite (come Rai4, Boing, Rai Gulp, Iris, Rai Sport Più, Rai Storia) e tv internazionali come Euronews, France 24, Bbc World News. Un'offerta destinata a rimanere gratuita: "TivùSat - assicura il presidente, Luca Balestrieri - non è una pay tv, non include né intende includere in futuro un'offerta a pagamento". Con buona pace delle Autorità di garanzia, "non è una concentrazione di imprese, ma una semplice intesa, uno strumento di cooperazione tecnica", che per di più ha "il fatturato di una fiction". Ed è aperta ad altri editori che volessero condividere l'avventura: "Non ha padroni di casa che decidono chi entra e chi no: i servizi sono a disposizione anche di chi non è azionista". Insomma, chiosa il presidente del consorzio DGTVi, Andrea Ambrogetti, "non è un'operazione contro qualcuno, ma al servizio delle imprese e degli utenti". Per La7, in particolare, che da sempre lamenta problemi di copertura, TivùSat sarà anche l'occasione "per essere più visibili, raggiungere tutti e quindi incrementare lo share", dice il vicepresidente di Ti Media, Giovanni Stella, ricordando comunque che Telecom Italia "punta soprattutto sull'Iptv (la tv su protocollo Internet, ndr), piattaforma che nel prossimo esercizio intendiamo lanciare in modo molto più forte e significativo, aprendola a tutti gli operatori".
Fonte:
ANSA
In ballo c'é piuttosto il contratto, in scadenza il 31 luglio, per i canali di Rai Sat (Extra, Premium, Cinema, Smash Girls e Yo Yo) che - in caso di esito negativo della trattativa - potrebbero migrare nell'offerta gratuita Rai sul digitale terrestre. Quanto a Mediaset, "su Sky - fa notare l'amministratore delegato di Rti Marco Giordani - non siamo mai saliti e dunque non scenderemo. Non abbiamo nessun contratto né rapporto economico. Trasmettiamo gratis i segnali di Canale 5, Retequattro e Italia 1 sul satellite e Sky legittimamente li sintonizza sui canali 104, 105 e 106", anche se con alcuni buchi in palinsesto, legati al criptaggio dei programmi per i quali l'azienda non ha i diritti per l'estero. Oscuramenti che, avverte tuttavia Giordani, "potrebbero crescere, perché abbiamo bisogno di comprare prodotti per il territorio italiano: compreremo sempre di più quello che ci interessa". Nessun buco in vista, invece, su TivùSat, dove i palinsesti non soffriranno di 'interruzioni' e i broadcaster decideranno cosa criptare. Se dunque i 4,8 milioni di abbonati Sky potranno continuare a vedere i canali generalisti di Rai e Mediaset, almeno per ora, gli oltre tre milioni di italiani (1 milione 300 mila famiglie) che vivono in quel 4-5% di territorio non coperto dal digitale terrestre dal 31 luglio potranno comprare il decoder - prezzo circa 100 euro, smart card compresa - per vedere TivùSat, che offre al momento 22 canali: Raiuno, Raidue, Raitre, Canale 5, Retequattro, Italia 1, La7, le nuove reti digitali, in gran parte finora non ricevibili sul satellite (come Rai4, Boing, Rai Gulp, Iris, Rai Sport Più, Rai Storia) e tv internazionali come Euronews, France 24, Bbc World News. Un'offerta destinata a rimanere gratuita: "TivùSat - assicura il presidente, Luca Balestrieri - non è una pay tv, non include né intende includere in futuro un'offerta a pagamento". Con buona pace delle Autorità di garanzia, "non è una concentrazione di imprese, ma una semplice intesa, uno strumento di cooperazione tecnica", che per di più ha "il fatturato di una fiction". Ed è aperta ad altri editori che volessero condividere l'avventura: "Non ha padroni di casa che decidono chi entra e chi no: i servizi sono a disposizione anche di chi non è azionista". Insomma, chiosa il presidente del consorzio DGTVi, Andrea Ambrogetti, "non è un'operazione contro qualcuno, ma al servizio delle imprese e degli utenti". Per La7, in particolare, che da sempre lamenta problemi di copertura, TivùSat sarà anche l'occasione "per essere più visibili, raggiungere tutti e quindi incrementare lo share", dice il vicepresidente di Ti Media, Giovanni Stella, ricordando comunque che Telecom Italia "punta soprattutto sull'Iptv (la tv su protocollo Internet, ndr), piattaforma che nel prossimo esercizio intendiamo lanciare in modo molto più forte e significativo, aprendola a tutti gli operatori".
Fonte:
ANSA