LOST - LA FINE
Posted: Tue May 25, 2010 2:56 pm


fonte: Il GiornaleNew YorkIl medico Jack Shephard è riuscito a salvare l’isola di Lost e il sipario sulla serie cult della rete televisiva Abc è calato domenica sera dopo un’appassionante maratona televisiva di cinque ore. Dopo cinque anni e 8 mesi di puntate cominciate il giorno in cui il volo 815 della Oceanic, in rotta tra Sidney e Los Angeles, era precipitato su un’isola, i sopravvissuti hanno salutato il pubblico senza però risolvere molti misteri. Il loro canto del cigno ha inchiodato davanti alla tv il 9 per cento dei telespettatori americani: poco rispetto ai finali dei telefilm Usa, come quella ad esempio di Casalinghe disperate, ma pur sempre un’incredibile impennata del 67 per cento rispetto al finale della stagione 2009. Ma l’addio di Lost, che ha sempre avuto la sua fedelissima nicchia di fan - affascinati dal contenuto ad altissima percentuale di filosofia ed enigmi - sembra per lo più aver deluso.
La scena che più ha appassionato i seguaci americani si è svolta quando Jack, Desmond e Flocke sono entrati nella caverna nel cuore dell’isola, dove Desmond ha spostato un masso dalla fonte che emetteva la luce misteriosa, che improvvisamente si è spenta, causando un terremoto. Ma neppure gli incredibili effetti speciali sono bastati a soddisfare gli americani: a molti il copione non è piaciuto e ha fatto litigare milioni di losties, il soprannome di chi fin dalla prima puntata aveva cercato di risolvere le migliaia di enigmi offerti dal serial.
Purtroppo per loro nella puntata, interrotta dal numero record di ben 107 spot pubblicitari - venduti dalla Abc all’incredibile prezzo di 900mila dollari per 30 secondi contro i 203mila delle prime puntate dell’ultima stagione - gran parte degli interrogativi della serie sono rimasti irrisolti, lasciando molti insoddisfatti delle ultime immagini. Che hanno riportato il pubblico all’inizio, con un primo piano dell’occhio di Jack, steso sulla spiaggia dopo avere salvato l’isola dal tentativo del perfido Uomo in Nero di farla inabissare.
L’ultima puntata (in lingua originale) è stata trasmessa in sette Paesi (Canada, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Israele, Turchia) ed è stata trasmessa in Italia su Fox e Cubovision, alla stessa ora della West Coast americana. E in attesa degli ultimi due episodi in italiano, in onda il 31 maggio alle 22, su blog e social network si scatenano i commenti e anche in Italia si litiga. Dopotutto Lost è il serial più discusso sui blog di mezzo mondo e la battaglia dei commenti probabilmente continuerà per mesi.
«Ci hanno derubato», è stato il commento di un gruppo di fan riuniti a Los Angeles per uno dei molti party organizzati in onore della serie cult. E c’è chi crede che quel finale troncato preluda a una ripresa, tra un po’. Al contrario di molti serial, che verso la fine si fanno più pessimisti, Lost ha infatti dato l’addio (o l’arrivederci) col messaggio del perdono. Tant’è vero che molti critici - come quello del settimanale Entertainment weekly, a cui l’ultima puntata non è piaciuta - l’hanno definito un finale cristiano. «L’acqua della fonte magica - ha scritto - è stata offerta a Jack con tutta la fanfara di una comunione e di un’ultima cena».
Morendo, Jack lascia l’isola, che per molti aficionados ha sempre rappresentato una sorta di purgatorio dove alla fine il bene ha vinto sul male, in mano a Hurley. Mentre Christian Shepard, risolvendo uno degli enigmi della sceneggiatura, ha detto al figlio Jack che lo spirito dei personaggi dell’isola, dopo la morte, sarebbe asceso verso il paradiso, abbandonando dolori e angosce.

Fonte: LaStampaIl dottor Jack Shephard muore eroicamente salvando l’isola di "Lost". Ma molti dei misteri creati in sei anni dagli autori della fortunata serie televisiva sono rimasti senza risposta anche dopo il grande finale trasmesso domenica sera in America dalla Abc.
La puntata conclusiva della serie culto, durata due ore e mezzo, ha visto il dottor Jack protagonista sia sull’isola (impegnato in una drammatica battaglia per sconfiggere il malvagio Uomo in Nero) sia nella realtà alternativa dove tutti i personaggi confluiscono in una chiesa soffusa di luce per una cerimonia intensamente emotiva dove i confini tra vita e morte appaiono incerti ed ambigui. Gli autori Carlton Cuse e Damon Lindelof hanno detto che questo era il finale che avevano in mente da anni. Un finale di redenzione per Jack e per tutti i personaggi naufragati su una misteriosa isola del Pacifico.
Nella puntata finale Jack trova finalmente la causa della sua vita: proteggere l’isola dal tentativo dell’Uomo in Nero di distruggerla. Il medico, con l’aiuto degli altri superstiti, riesce ad uccidere il nemico ma viene a sua volta ferito mortalmente e muore sulla spiaggia proprio nello stesso punto dove sei anni fa era iniziata l’avventura dei 48 superstiti del volo Oceanic 815. La redenzione personale del medico è rafforzata dagli eventi della realtà alternativa dove tutti i personaggi, in una sequenza di scene intense (accompagnate dalla musica trascinante del premio Oscar Michael Giacchino), ricordano la loro vita passata nell’isola: Sawyer ritrova Juliet, Charlie ritrova Claire (che partorisce con l’aiuto di Kate il piccolo Aaron), Sayid ritrova Shannon, Daniel ritrova Charlotte.
E il dottor Jack, l’ultimo a recuperare la memoria cancellata degli eventi sull’isola, oltre a ritrovare la bella Kate riesce finalmente a stabilire col padre Christian quel dialogo che gli è sfuggito per tutta la vita. La scena finale tra Jack e il padre è la chiave dei misteri di "Lost". «Ma tu sei morto?», esclama il medico che ha appena trovato vuota la bara del padre. «Anche tu sei morto - replica il padre - Ma tutto quello che ti è successo finora è reale». Christian accompagna quindi il figlio nella Chiesa dove tutti i personaggi di Lost sono in attesa, sereni e sorridenti, soffusi da una luce divina. «Ma sono tutti morti?», chiede Jack al padre. «Ognuno prima o poi muore - risponde il padre - In questo luogo non esiste più il tempo». Il finale spirituale di "Lost" è in linea con la filosofia di una serie che per 121 ore ha esplorato i confini tra fede e scienza, tra speranza e disperazione.
Molti dei misteri dell’ isola sono rimasti senza risposta. Gli autori hanno preferito concentrarsi sul messaggio spirituale: la morte è solo l’inizio di una nuova avventura. La serie, aperta sei anni fa con l’immagine dell’occhio di Jack che si apriva, si è chiusa con perfetta simmetria con la immagine dell’occhio di Jack che si chiude nella sua morte eroica per salvare l’isola dall’oblio eterno.

Fonte: Doppioschermo.itTutto ciò a cui abbiamo assistito per sei serie (dall'incidente aereo alla morte di Jack, passando per la statua, la Dharma, la botola, i numeri, Jacob e suo fratello, eccetera eccetera) è accaduto realmente. L'Isola è un posto misterioso, sospeso nel tempo e nello spazio, con le sue regole d'accesso, ma è esistito davvero. Le morti dei vari Losties sono avvenute nell';esatto momento in cui le abbiamo viste: Charlie è morto annegato, Locke strangolato da Ben, Sun e Jin si sono spenti sott'acqua. Jack salva l'Isola dalla distruzione, uccide il fumo nero in un finale alla Blade Runner e poi si sacrifica. I personaggi che non abbiamo visto morire (Kate, Sawyer, Desmond) semplicemente... muoiono più tardi, in vecchiaia, in circostanze trascurabili (è questo, a pensarci bene, il vero tallone d'Achille del finale). Il loro rincontrarsi tutti insieme, alla fine di un ipotetico purgatorio che è quello raccontatoci dalla presunta "realtà alternativa" (che non era dunque realtà, nè tantomeno alternativa), è stato propiziato da Hurley e Ben, che nel loro periodo da guardiano e vice-guardiano dell'Isola hanno escogitato un sistema alternativo a quello di Jacob per radunare nuovamente l'intera umanità lostiana.
Lost va dunque in archivio, lasciando un marchio indelebile sulla storia della televisione e dell'intera cultura contemporanea. Si sprecano le incongruenze e i punti irrisolti, come del resto i dubbi su un "purgatorio" dalle circostanze molto discutibili (gente morta che non sa di esserlo, o che partorisce, o che uccide altre persone...). E' la vecchia storia del saggio che indica la luna mentre noi guardiamo il dito? Ognuno la pensi come vuole, aiutato in questo dalla sfacciata ambiguità su cui Lindelof & Cuse hanno deciso di calare il sipario, in un finale smaccatamente aperto più per l'impossibilità di trovare una "chiusa" plausibile che per la volontà di lasciare nella dimensione del "non detto" molti aspetti della trama. La ruffianeria di molte scene d'amore/amicizia ritrovata rasenta il cinismo, alimentato dalle musiche strappalacrime di Michael Giacchino. Eppure non è l'aldilà che ognuno di noi sogna per la propria vita? Non è un finale a suo modo perfetto, quello di immaginare di rivedere le persone a noi più care, quelle che ci legano al più bel periodo della nostra esistenza, e trascorrere con loro l'eternità e un giorno? Se è drammaturgicamente discutibile e poco originale un epilogo da "tutti-morti-appassionatamente", come si può discuterne la poesia e l'alto valore evocativo, collocato oltretutto in una direzione che va verso un ipotetico Paradiso senza distinzioni di culto? "La vita è una festa, viviamola insieme", diceva Mastroianni in 8 1/2 di Fellini. "Siamo qui per ricordare e lasciar andare", gli fa eco Christian Shephard: una frase che, anche se non siamo d'accordo con il modo in cui si è arrivati ad essa, onestamente ci sembra bellissima.
Lost è superiore alla qualità dei propri ultimi venti minuti. Non bisogna essere troppo ingenerosi: scrivere un finale da applausi era impresa titanica, com'era del resto impossibile star dietro allo stesso modo al filone scientifico para-complottistico e a quello spiritual-misticheggiante. Col tempo e col passare delle puntate, ogni episodio di Lost ha acquisito l'autorevolezza di una messa pagana e l'intera serie ha vissuto di luce propria anche oltre i propri meriti, sorvolando su momenti al limite dell'imbarazzo (come la breve e inutile comparsata del santone Dogen e del suo assistente psichedelico all'inizio della sesta serie). E' stata una bella avventura e, quand'anche ci avessero solennemente preso per i fondelli, non avrebbero potuto trovare un sistema più meraviglioso di questo. E, se può deludere lo "spiegone" di Christian a suo figlio, è ammirevole l'ultima scena, l'ultimo sguardo di Jack al cielo, un aereo che passa, gli occhi si chiudono, inizia una nuova storia.
I Losties sono morti, viva Lost.
