Italia-Serbia, scontri e fumogeni. Partita iniziata dopo 45 minuti interrotta dopo 6
Fonte: forzaroma.info
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Tensione allo stadio Marassi di Genova dove slitta l'inizio del match tra Italia e Serbia. I tifosi ospiti dal loro settore hanno lanciato petardi e fumogeni.
Con le squadre schierate al centro del campo in attesa degli inni, i supporters serbi hanno dato fuoco ad alcune bandiere. Spicca, in particolare, la figura di un supporter che indossa un passamontagna nero e che è seduto sulla vetrata tra gli spalti e il campo. Sul terreno di gioco sono entrati decine di agenti in assetto antisommossa.
22.36: Alla sospensione della gara i tifosi serbi posizionati nel settore 6 hanno abbandonato per la maggior parte il loro posto e sono usciti nella zona di filtraggio. Fuori dallo stadio però ad attenderli c'erano un centinaio di tifosi italiani. Inevitabile il lancio da entrambe le parti di bottiglie e fumogeni. Alcuni tifosi serbi inoltre hanno scavalcato i tornelli cercando lo scontro fisico. Le forze dell'ordine in tenuta antisommossa hanno formato un cordone divisorio utilizzando anche i mezzi blindati.
ORE 22.24: La decisione delle forze dell'ordine di non intervenire con una carica allo stadio Marassi di Genova nella curva occupata dai tifosi serbi sarebbe stata dettata dalla preoccupazione di evitare «scontri violenti che sarebbero potuto degenerare». È quanto trapela da fonti della sicurezza che stanno seguendo l'evolversi della situazione dentro e fuori lo stadio. Inoltre - viene fatto rilevare - il non intervento è stato deciso anche per tutelare la sicurezza degli altri spettatori che erano allo stadio Marassi e che sarebbero potuti rimanere coinvolti negli scontri. Le forze dell'ordine stanno ora decidendo come procedere nei confronti dei tifosi serbi tuttora assiepati sulla curva di Marassi
ORE 22.16 Le parole di Antonello Valentini direttore generale della FIGC: “La partita è stata chiusa dall'arbitro che è l'unico competente sulal sicurezza dei calciatori. Dopo il tiro del secondo bengala l'arbitro ha deciso di sospendere la partita. Adesso c'è una riunione con tutti i vertici per decidere il da farsi. Quello che è successo è sotto l'occhio di tutti, adesso la palla passa al delegato Uefa che dovrà raccogliere tutte le informazioni necessarie. Agguato pre ordinato? Non lo so e non mi interessa. Noi abbiamo seguito tutte le procedure per questo tipo di partite, abbiamo seguito le regole di vendita per i biglietti ai tifosi serbi. Poi quello che è successo è figlio di una situazione calda all'interno della delegazione serba. Sia la polizia italiana che ha fatto un ottimo lavoro per contenere la polizia serba, sia da parte nostra si è fatto il massimo per giocare la partita nel rispetto delle norme di sicurezza per i tifosi. Torneremo sicuramente a Genova per giocare un'altra partita".
Le parole di Viviano portiere della Nazionale: "Mi dispiace che una partita di calcio vada a finire così non è normale. Siamo tutti dispiaciuti compresi i giocatori serbi ho visto anche Stankovic piangere. Non potevo giocare guardando se mi arrivava un fumogeno in faccia".
ORE 21.51: Ancora non arriva l'ufficialità della partita sospesa
ORE 21.38: Partita sospesa, tutti i giocatori rientrano negli spogliatoti
ORE 21.32: Vengono tirati dei fumogeni in campo. Alcuni finiscono vicino al portiere degli azzurri Viviano. La partita viene interrotta.
ORE 21.26: La Serbia dà il calcio di inizio. Parte il match
ORE 21.25: Iniza il minuto di raccoglimento in onore agli alpini deceduti in Afghanistan.
ORE 21.20: E' stata presa la scelta di giocare la partita. Partono gli inni nazionali. Prima quello serbo sovrastato da fischi e cori da parte dei tifosi serbi, la stessa cosa avviene per quello italiano, ma i sostenitori della Nazionale azzurra al Marassi si fanno sentire intonando l'inno di Mameli.
ORE 21.16: I giocatori Serbi, tra cui Stankovic, si recano sotto il settore dove sono i loro sostenitori e cercano di calmare il pubblico con applausi e facendo con il dita il gesto del numero 3, un segno nazionalistico serbo che indica l'Ushtria Çlirimtare e Kosovës (UÇK o UCK), nome albanese dell'Esercito di Liberazione del Kosovo (ELK), noto anche con l'acronimo inglese KLA (Kosovo Liberation Army), è stata un'organizzazione paramilitare guerrigliera e terroristica kosovaro-albanese che ha operato nei territori serbi del Kosovo e nella vicina vallata di Presevo, nella Serbia meridionale.
ORE 21.15: Non c'è il portiere titolare Vladimir Stoikovic, nella formazione della Serbia che deve affrontare l'Italia questa sera a Genova per le qualificazioni a Euro 2012: è stato lo stesso giocatore a chiedere di non scendere in campo, dopo che alcuni ultras serbi al seguito della squadra lo avevano minacciato incrociandolo fuori dall'albergo e avevano tentato l'assalto al pullman della squadra.


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