Roma, 5 marzo 09 (Fuoritutto) Febbraio non è stato sicuramente un mese tranquillo per i nostri gestori telefonici. Si è infatti scatenata una vera e propria bufera dal punto di vista delle sanzioni comminate dall’antitrust e dall’AGCOM per i più svariati motivi, segno questo che c’è ancora molto da lavorare sulla trasparenza nei confronti degli utenti.
L’antitrust ha iniziato con una multa di 500.000 euro per pratiche commerciali scorrette a TIM e Vodafone per la questione venuta alla ribalta ad agosto sulle modifiche unilaterali dei piani tariffari senza adeguate informazioni al riguardo, e questo per eliminare tutti i vecchi piani tariffari e dirottare i clienti verso i nuovi dal costo più alto. La pena comminata e considerata “adeguata” dall’antitrust è quella massima prevista in queste occasioni.
Per le stesse ragioni si è mossa anche l’AGCOM che ha comminato invece una multa di “soli” 58.000 euro.
Poi è toccato anche a Wind subire le attenzioni dell’antitrust: “informazioni scorrette sull’offerta adsl”. Questa la motivazione della sanzione di 135.000 euro alla società egiziana. Wind si era infatti “dimenticata” di riferire a migliaia di utenti della mancanza di copertura adsl in numerose zone, non permettendo di fatto ai propri clienti di usufruire del servizio.
E ancora, sanzioni per 2.800.000 euro per Telecom, Vodafone, BT Italia, Opitel, Eutelia, per la mancata osservanza delle norme relative alla portabilità del numero e ai servizi non richiesti. Si contesta ai gestori di aver “ostacolato illegittimamente le richieste di trasferimento di utenti verso altri operatori”, e anche di aver attivato servizi non richiesti.
Naturalmente le sanzioni sono state accolte con favore dalle maggiori associazioni in difesa dei consumatori, ma il problema che viene fuori è come far sì che gli utenti vengano risarciti dal momento che sono stati enormi i danni arrecati.
A tale riguardo ritorna con prepotenza l’urgenza di introdurre al più presto la class action, l’unico metodo che può garantire questo risarcimento per le pratiche commerciali scorrette dei gestori telefonici. Infatti, la multa ha una valenza solo formale e non restituisce agli utenti le cifre incassate dagli operatori.
La class action che doveva partire, dopo una prima proroga, a gennaio, è slittata al 30 giugno con la speranza che veramente sia la volta buona.
(Afv)
Fonte Agenziafuoritutto.it
L’antitrust ha iniziato con una multa di 500.000 euro per pratiche commerciali scorrette a TIM e Vodafone per la questione venuta alla ribalta ad agosto sulle modifiche unilaterali dei piani tariffari senza adeguate informazioni al riguardo, e questo per eliminare tutti i vecchi piani tariffari e dirottare i clienti verso i nuovi dal costo più alto. La pena comminata e considerata “adeguata” dall’antitrust è quella massima prevista in queste occasioni.
Per le stesse ragioni si è mossa anche l’AGCOM che ha comminato invece una multa di “soli” 58.000 euro.
Poi è toccato anche a Wind subire le attenzioni dell’antitrust: “informazioni scorrette sull’offerta adsl”. Questa la motivazione della sanzione di 135.000 euro alla società egiziana. Wind si era infatti “dimenticata” di riferire a migliaia di utenti della mancanza di copertura adsl in numerose zone, non permettendo di fatto ai propri clienti di usufruire del servizio.
E ancora, sanzioni per 2.800.000 euro per Telecom, Vodafone, BT Italia, Opitel, Eutelia, per la mancata osservanza delle norme relative alla portabilità del numero e ai servizi non richiesti. Si contesta ai gestori di aver “ostacolato illegittimamente le richieste di trasferimento di utenti verso altri operatori”, e anche di aver attivato servizi non richiesti.
Naturalmente le sanzioni sono state accolte con favore dalle maggiori associazioni in difesa dei consumatori, ma il problema che viene fuori è come far sì che gli utenti vengano risarciti dal momento che sono stati enormi i danni arrecati.
A tale riguardo ritorna con prepotenza l’urgenza di introdurre al più presto la class action, l’unico metodo che può garantire questo risarcimento per le pratiche commerciali scorrette dei gestori telefonici. Infatti, la multa ha una valenza solo formale e non restituisce agli utenti le cifre incassate dagli operatori.
La class action che doveva partire, dopo una prima proroga, a gennaio, è slittata al 30 giugno con la speranza che veramente sia la volta buona.
(Afv)
Fonte Agenziafuoritutto.it












